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Generazione ‘touch’: Verso Un Nuovo Profilo Cognitivo?

Generazione ‘touch’: verso un nuovo profilo cognitivo?

Grazie all’arrivo delle piattaforme “touch” anche i piccolissimi possono interagire facilmente con i dispositivi tecnologici. La facilità d’uso di tali dispositivi ha abbattuto la barriera linguistica: non serve saper leggere o scrivere, basta muovere le dita e via, lo smartphone o il tablet rispondono! Una ricerca della società americana Common Sense Media ci informa che il 40% dei bimbi di 2 anni, nel 2011, utilizzava quotidianamente uno strumento touch. Non male. Ma quali sono i cambiamenti che interesseranno queste nuove generazioni? In cosa si differenzieranno i ‘baby nativi digitali’ rispetto ai digital natives? Ad oggi, dare una risposta certa è assai difficile. Partiamo però da un fatto chiaro e nitido: il cervello è plastico, esperienze ripetute ne modificano i nessi neurali. Aggiungiamo che i più piccoli sono famosi per la loro neuroplasticità. Mettiamoci poi che le nuove generazioni apprendono e gestiscono l’informazione in modo diverso rispetto a quanto avveniva in passato e che trascorrono, già dai primi mesi di vita, molto tempo incollati agli strumenti interattivi.

Non è difficile immaginare che il profilo cognitivo delle nuove generazioni si stia trasformando gradualmente. Prensky, psicologo americano, sostiene che i baby nativi digitali siano trasformati strutturalmente dai nuovi media, sia per quanto riguarda la sfera comportamentale che quella cognitiva e simbolica. Ritiene inoltre che la trasformazione più sostanziale avvenga nel primo periodo della vita del soggetto e che tale cambiamenti riguardino principalmente la memoria, l’attenzione e il pensiero lineare.

Per chiudere, un paio di consigli per i genitori che hanno figli piccoli già alle prese con i new media: fissare (fin da subito) delle semplici regole per l’utilizzo e iniziare a sperimentare i devices interattivi insieme a loro. Andiamo per ordine. Il primo consiglio è molto semplice (forse banale) ma di ‘vitale’ importanza. Preparare il bambino al distacco dal mezzo tecnologico aiuta a diminuirne l’impatto emotivo. Va considerato però che i più piccoli non hanno ben chiaro il senso del tempo: in questo senso si può usare un timer (o sveglia) che segni la fine del gioco a prescindere dall’intervento del genitore.

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