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Realtà Virtuale E Chemioterapia: I Benefici Del Bedside Wellness

Realtà Virtuale e chemioterapia: i benefici del bedside wellness

Chemioterapia

“La chemioterapia consiste nella somministrazione di una o più sostanze capaci di uccidere le cellule tumorali durante il loro processo di replicazione.” (Airc, 2015)

La Classificazione Internazionale delle Malattie per l’Oncologia identifica col termine cancro, tumore o malattia neoplastica un insieme di circa 200 malattie. Questa massa, di cellule che crescono in modo incontrollato, viene comunemente chiamata tumore (Gori et al.,2015). La frequenza con cui vengono diagnosticati i tumori è circa 6 -7 nuovi casi ogni 1.000 uomini e 5 nuovi casi ogni 1.000 donne ogni anno.

Per l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) il sintomo più frequente fra tutti è la fatigue. Una debolezza fisica e psicologica che aumenta durante il trattamento chemioterapico (AIRC, 2016).

Dato l’impatto di questo tipo di effetti collaterali, è fondamentale trovare un modo perché venga ridotto. Per questo, si sta diffondendo l’uso della Realtà Virtuale in affiancamento alla chemioterapia. Nella Realtà Virtuale, il soggetto interagisce con l’ambiente come se vi ci fosse realmente (Riva et al., 2016).

In ambito sanitario la VR sta guadagnando grande interesse. Le possibilità di applicazione vanno dalla diagnostica alla terapia, all’educazione e alla prevenzione.

 

Alcuni studi scientifici

  1. Uno dei primi studi che riguardano il sintomo della fatigue è quello di Oyama e collaboratori (1999). Si è osservata l’efficacia della tecnologia VR bedside wellness. Qui, un insieme di schermi catapultano la persona in un viaggio virtuale (es. foresta). Ciò viene reso dall’emanazione di profumi di bosco e sensori alle gambe. Questo particolare tipo di sensoricoglie i movimenti delle persone allettate e permette loro i movimenti, nel mondo virtuale.
  2. Un secondo studio pilota è quello condotto da Schneider e collaboratori (2003). La Realtà Virtuale è stata usata con 16 donne (fra i 50 e i 77 anni), affette da tumore al seno. Si è data loro la possibilità di usare un visore VR durante la chemioterapia. Potevano scegliere diversi scenare così come richiedere l’interruzione del trattamento, se poco tollerato. Dopo l’uso della Realtà Virtuale, si sono misurati i valori di ansia delle pazienti. I risultati di State-Anxiety Inventory for Adults (SAI) e Symptom Distress Scale (SDS) hanno mostrato dei benefici. Si è osservata una riduzione statisticamente significativa subito dopo il trattamento chemioterapico con VR. Inoltre, non sono stati riportati sintomi di nausea e vertigini (cybersickness). Soprattutto, il 100% delle donne ha dichiarato di volerlo riutilizzare.
  3. Successivamente, anche Chirico e collaboratori (2016) hanno utilizzato la VR per ridurre il sintomo di fatigue. I visori si sono rivelati senza rischi per il paziente e molto economici per l’ospedale che lo fornisce.

Prime applicazioni della VR in Australia e in Italia

In questo articolo, ci soffermiamo su due progetti che si sono avvalsi della VR in affiancamento/”aiuto” alla chemioterapia.

Il primo nasce dalla collaborazione tra il centro oncologico Chris O’Brien Lifehouse (Sydney), Samsung Australia e Start VR.

Il centro, nel Settembre del 2016, ha iniziato ad usare la Virtual Reality con persone in attesa di fare la seduta di chemioterapia. Gli obiettivi erano:

– Riduzione dello stress;

– Gestione efficace dell’ansia.

Si voleva far “immergere” il paziente in modo da fornirgli una sorta di “via di fuga” dalla realtà. Gli scenari erano vari: paracatudismo, coccolare i koala in uno zoo, fare un giro in barca e nuotare in acqua.

Il professor Chris O’Brien afferma: “… mantenere la speranza è vitale. […] Penso che l’ottimismo e la speranza devono essere fondamentali per questo intero centro”.

chemioterapiaDal continente nostro, all’Istituto Pascale di Napoli si è implementato l’uso della Realtà Virtuale. Si tratta del primo caso in Italia di uso della VR con pazienti chemioterapici.

Lo studio ha coinvolto 50 donne operate per tumore al seno. Sono stati forniti loro occhiali 3D, joystick e guanti durante il ciclo di chemio. Questo “viaggio nel mondo virtuale” è stato poi valutato tramite dei questionari. Antonio Chirico, 28 anni, è il ricercatore che ha seguito tutta la ricerca. L’implementazione del progetto è stata ispirata anche dagli studi di Antonio Giordano, direttore del Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine (Philadelphia).

Le pazienti hanno vissuto un’esperienza virtuale su Second Life. Si tratta di un mondo parallelo, esistente già da anni sul web. Qui le persone possono interagire con altri utenti attraverso una loro identità virtuale, un avatar. L’obiettivo è, quindi, estraniare le pazienti dalla stanza d’ospedale. Gli occhiali 3D permettono loro di sbarcare, ad esempio, su un’isola virtuale. I benefici sono già comprovati.

La Realtà Virtuale è, pertanto, uno strumento semplice da utilizzare e ben tollerato. Le persone sottoposte a chemioterapia possono trarne diversi benefici.

Benefici:

  1. Assenza di episodi di cybersickness e volontà di riutilizzo.
  2. Riduzione di fatigue e distress. Inoltre, uno studio ha mostrato anche la diminuzione dell’emesi grazie all’uso della VR. Invece, i risultati relativi all’ansia sono contrastanti e non sempre significativi.
  3. Costi minimi grazie ai prezzi contenuti dei visori VR e alla diffusione degli smartphone.

In conclusione la VR, puà migliorare la vita anche nell’ambito ospedaliero. Agisce sia sulla dimensione biofisica che su quella psicologica e si adatta ad esigenze personali e sociali. In questo modo, anche persone trattate con chemioterapia possono trovare e provare sollievo.

 

Bibliografia

 

– Chirico A, Lucidi F, De Laurentis M, Milanese C, Napoli A, Giordano A (2016). Virtual reality in health system: beyond entertainment. A mini-review on the efficacy of VR during cancer treatment. J. Cell. Physiol, 231(2): 275-87.
– Dal Maso L, Guzzinati S, De Angelis R, Virdone S, Buzzoni C, Baili P, Busco S, Capocaccia R, Cascone G, Di Felice E, Ferretti S, Foschi R, Francisci S, Gatta G, Gigli A, Mallone S, Rossi S, Trama A, Vicentini M, Crocetti E, Dal Maso L (2014). Prevalenza e guarigione da tumore in Italia. Epidemiologia & prevenzione, 38(6): 13-27.

-Oyama H, Ohsuga M, Tatsuno Y, Katsumata N (1999). Evaluation of the psycho-oncological effectiveness of the bedside wellness system. Cyberpsychology & Behavior, 2(1): 81-84.
– Rizzo A A, Buckwalter J G, Neumann U, Kesselman C, Thiebaux M (1998). Basic issues in the application of virtual reality for the assessment and rehabilitation of cognitive impairments and functional disabilities. CyberPsychology & Behavior, 1(1): 59-78.

– Schneider S, Ellis M, Coombs W, Shonkwiler E, Folson L (2003). Virtual reality intervention for older women with breast cancer. Cyberpsychol Behav, 6(3): 301–307.

Giulia Quaranta

Quando si vive un’esperienza traumatica o un evento di forte stress credo nel coraggio delle persone di “sapersi rialzare” e cambiare. È il cambiamento che ha sempre guidato il mio percorso personale e professionale. Psicologa clinica e di comunità, esperta in tematiche connesse al lutto, alla psicologia dell’emergenza e alla psicotraumatologia. A breve inizierò il percorso di formazione psicoterapeutica psicodinamica. Ho maturato un’esperienza nell’ambito della disabilità e riabilitazione nei bambini. Ultimamente interessata all’integrazione fra la psicologia e i nuovi strumenti digitali, come la Virtual Reality.

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