fbpx skip to Main Content
cena

A TAVOLA CON LA RV: la cena del futuro

Mattia Casalegno, artista italiano interdisciplinare, ha ideato la cena del futuro. 

Ha presentato in giro per il mondo il suo progetto Aerobanquets RMX, ovvero un’installazione che si serve della realtà virtuale per parlare di cibo. 

Il Wall Street Magazine la definisce come “un’esperienza per riprogrammare i nostri sensi e il modo in cui li percepiamo”. 

L’artista riprende un tema caro ai futuristi: ogni società ha un modo distintivo di preparare e consumare il cibo. Inoltre è necessario immaginare nuovi modi di avvicinarsi al cibo basati sulle trasformazioni tecnologiche della modernità.

Mattia Casalegno e il rapporto con la tecnologia e l’arte

Nato a Napoli, è un artista italiano interdisciplinare, occupato sia in performance live che in installazioni. Ha studiato Comunicazione all’Università “La Sapienza- Roma” e Design Media Arts alla UCLA. 

Nel corso della sua vita professionale si è occupato di numerosi progetti, anche in ambito ecologico. Tuttavia rimane una sua grande passione quella di studiare gli effetti che i nuovi media hanno sulla nostra società. Così indaga le “relazioni tra tecnologia, oggetti creati, la nostra soggettività e le modalità in cui queste relazioni si influenzano vicendevolmente”.

Aerobanquets RMX: a tavola con la Realtà Virtuale

È il 2018 quando Mattia Casalegno propone un progetto di gastronomia immersiva, una sorta di cena rivisitata nella società 2.0. Il progetto, Aerobanquets RMX, è stato ispirato al Ricettario de La Cucina Futurista (1932) e ha previsto la collaborazione dello chef Chintan Pandya, della food writer Gail Simmons, dei musicisti elettronici dj Spooky e Maurizio Martusciello e del ristoratore Roni Mazumdar.

Ogni società ha un modo distintivo di preparare e consumare il cibo, e i futuristi furono tra i primi artisti a immaginare nuovi modi di avvicinarsi al cibo basati sulle trasformazioni tecnologiche della modernità.

A questo proposito, Casalegno utilizza visori di Realtà Virtuale per parlare di cibo e far vivere un’esperienza insolita all’utente. Da quando l’ha ideata, porta questa esperienza immersiva in tutto il mondo e vanta anche la partecipazione al James Beard Foundation, un’organizzazione nazionale di arti culinarie di notevole prestigio. 

In un’intervista con Lorenzo Biagiarelli, l’artista spiega come è stata partorita l’idea di Aerobanquets RMX.  Da anni voleva creare un progetto sui sapori e sulle relazioni che intercorrono fra gusto, visione, aroma e spazio, con l’aggiunta della tecnologia. Nello specifico, ha voluto trovare un modo per utilizzare in modo diverso la tecnologia rispetto a quanto fatto finora. Sostiene che la tecnologia al giorno d’oggi intorpidisce i sensi, mentre il suo obiettivo è quello di utilizzarla per esaltarli.  

D’altronde sono sempre di più le situazioni culinarie in cui viene utilizzata la Realtà Virtuale o L’intelligenza Artificiale (qui).

Come cambia la cena in RV

Mattia Casalegno invita a pensare al mangiare come ad un’esperienza multisensoriale: il cibo viene pensato in termini di forme, colori, geometrie, sapori mentali, lasciando aperte delle domande del tipo “Come possiamo visualizzare un gusto?”. 

L’artista si chiede come cambia la percezione del sapore di un cibo, se non lo assaporiamo fisicamente, in bocca, ma lo visualizziamo come forma astratta, con un colore specifico. Con l’aiuto di un team d’avanguardia, ha progettato un software di Realtà Virtuale in cui ha replicato cibi con forme e colori accostati in base agli ingredienti e ai relativi gusti. 

Sono delle rappresentazioni visive delle portate servite al cliente. 

Nello specifico, Casalegno racconta di aver fatto riferimento al libro “Grammatica dei Sapori” di Segnit, in cui settanta ingredienti vengono divisi in categorie, del tipo: sapore marino, terroso, floreale.

Concept alla base della cena immersiva

L’artista, spiegando la sua cena digitale, sottolinea che è come se il cliente mangiasse un cibo per la prima volta perchè è portato a focalizzarsi sull’esperienza del gusto in sè. “E’ un invito a concentrarsi di più su ciò che si mangia, ad apprezzare i sapori in maniera più reale e profonda. Paradossalmente, un invito a spegnere i social e la tv e a tornare a tavola”.

In che modo le tecnologie aumentate rivoluzioneranno il consumo di cibo in futuro?

In che modo l’incarnazione e la memoria influenzano la nostra esperienza del cibo? Come viene elaborata neurologicamente la percezione dal nostro cervello?

Il modo in cui costruiamo la nostra realtà è sempre una negoziazione tra i nostri sensi e ciò che il nostro cervello sta facendo dell’ambiente che ci circonda.

Se sei interessato a questa e altre tematiche, seguici sulla nostra Community di Psicologi Digitali cliccando qui.

Questo articolo ha 0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back To Top
Cerca