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co-genitorialità

CO-GENITORIALITA’ 2.0

Copaping è la nuova app di co-genitorialità che permette a single desiderosi di avere figli, ma senza aver trovato il partner giusto, di esaudire il proprio desiderio. 

È una app spagnola, come la precedente Family4Everyone, e presenta già più di 10mila iscritti. 

Co-genitorialità e realtà attuale 

Con il termine co-genitorialità (coparenting in inglese) si fa riferimento alla collaborazione genitoriale, intesa come un accordo fra i genitori. Il fine è garantire lo sviluppo fisico e psicologico dei propri figli, anche nel caso in cui i due genitori non convivano assieme.

Il concetto di co-genitorialità diventa importante nella società moderna, dove si ha sempre più difficoltà a diventare genitori. 

L’età media delle donne che danno alla luce dei bambini è tragicamente aumentata (circa 33 anni) ed è un dato che non stupisce: la crisi economica, le guerre, la difficoltà a trovare un lavoro e la crisi climatica sono sono solo alcuni dei validi motivi che rendono difficile avere dei bambini. Se poi ci aggiungiamo la difficoltà a  trovare il partner giusto con cui costruire delle solide basi per creare una famiglia, è chiaro che le app di co-genitorialità possano essere un valido aiuto.

Copaping: l’app di co-genitorialità 

In aiuto arriva Copaping, app di co-genitorialità disponibile sul mercato dal 2021. Di origine spagnola (la sede è a Barcellona) è già utilizzata da più di 10mila persone. L’app permette di trovare il partner giusto con cui non stabilire necessariamente una relazione amorosa, ma unirsi per dare alla luce un bambino. Nello specifico, è un’app di co-genitorialità perchè permette di concordare le responsabilità e gli obblighi dei genitori ancor prima della nascita del bambino. Questo è possibile perchè l’app prevede test di compatibilità e di accordi genitoriali in base ai quali poi si viene associati al potenziale partner ideale. 

Il progetto è interessante sebbene non sia la prima volta che vengono ideate app utili per le relazioni interpersonali, anche se con scopi diversi (qui)

Come funziona? 

Aprendo il sito (qui) subito si ha la possibilità di cercare un co-genitore, un donatore di sperma o proporsi come donatori. 

Non è richiesta alcuna etichetta: è un’app per le persone eterosessuali ma anche LGBTIQA+ che hanno in comune il sogno di avere un bambino. 

È possibile fare una rigida selezione del proprio partner selezionando età, altezza, colore degli occhi, peso, reddito, lingue parlate, segno zodiacale, religione, hobby…

In seguito appare un match che permette di iniziare una conversazione in chat. 

Parola agli esperti!

Sul tema delle app di co-genitorialità si sono espresse l’antropologa Carmen Balaguer e la psicologa Miriam Marines. La prima riporta che, a dispetto dell’opinione comune, le persone che utilizzano queste app sono generalmente adulti di 40 anni e con un livello culturale molto alto. La studiosa sottolinea come l’unico aspetto rilevante sia che i due co-genitori abbiano in comune la stessa idea di come crescere i propri figli in tema economico ed educativo. 

La psicologa Miriam Marines invece ha evidenziato che nella co-genitorialità – come nuovo modello di famiglia –  si ha modo di trasmettere educazione, affetto e valori che sono più importanti del modello di amore romantico a cui siamo stati abituati fin dagli albori. 

Più di una semplice app/sito Web 

Sul sito di Copaping si legge: “ Siamo una Comunità di persone che hanno avuto figli in modi non tradizionali. Poiché sappiamo quanto sia difficile per molte persone avere un figlio, abbiamo deciso di creare questa piattaforma a favore della co-genitorialità. Ora chiunque può creare la propria famiglia e diventare co-genitori, con qualsiasi tecnica desideri, dall’inseminazione artificiale in casa, alla fecondazione in vitro o alla maternità surrogata. Andiamo oltre le strutture normative basate sull’idea che per creare una famiglia è necessario avere un partner stabile. Ci sono nuovi modi. L’amore è ciò che fa una famiglia”.

Se sei interessato a questa e altre tematiche, seguici sulla nostra Community di Psicologi Digitali cliccando qui.

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