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scuola e metaverso

A scuola nel Metaverso

Meta in una nuova pubblicità sottolinea che il Metaverso è alle porte: presto sarà uno strumento a disposizione famoso come TikTok, Instagram e Facebook. E’ necessario che si proceda di pari passo con i progressi della tecnologia, anche nel mondo educativo. Così si garantiscono ai bambini nuove opportunità di crescita e di apprendimento.

La questione riguarda tutti: ricercatori, educatori, politici, psicologi e designer digitali.

Cosa significherebbe andare a scuola nel Metaverso?

Immaginiamo gli studenti in un’aula circondata da lavagne bianche, in cui ascoltano la descrizione dei dettagli dei miti greci e i loro protagonisti. Improvvisamente appare una linea temporale al centro del pavimento, in cui possono posizionarsi e tornare indietro nel tempo, entrando nel Metaverso della cultura greca. In un attimo sono circondati da carri, dai commercianti nei mercati e se alzano lo sguardo notano i templi degli dei. Ogni bambino ha un avatar che gli permette di essere, ad esempio, un archeologo che esplora l’ambiente circostante. Dopo aver lavorato a contatto con il terreno e aver raccolto dei frammenti di ceramica, li mostrano agli altri in classe e così si attiva l’apprendimento collaborativo a metà fra il virtuale e il reale. Questa potrebbe rappresentare a tutti gli effetti la scuola del futuro. I bambini possono essere calati in ambienti che non avrebbero mai potuto esplorare. Si potrebbe allenare il pensiero critico, dato che gli studenti dovrebbero risolvere problemi reali, lavorare sul campo, e poi estendere queste esperienze all’apprendimento nella vita reale.

Metaverso: questo sconosciuto

Il Metaverso è definito generalmente come uno spazio tridimensionale in cui le persone possono muoversi e interagire grazie ad avatar personalizzati. Le più grandi menti tecnologiche hanno fornito le loro definizioni di Metaverso. Tra queste, il sociologo Ray Oldenburg che ne parla come “uno spazio che è una combinazione fra virtuale e vivo, una sorta di terzo spazio, che non è né casa, né lavoro”. Per il futuro ci si aspetta di generare il Metaverso a partire dalla realtà aumentata, virtuale e l’intelligenza artificiale, per connettere più persone in tutto il mondo. In questo modo chiunque potrà far parte di una comunità globale parallela, generata dagli utenti su una multipiattaforma.

L’istruzione incontra il Metaverso

Si prospetta che il Metaverso sia esteso anche ai contesti educativi, soprattutto se le piattaforme di Realtà Virtuale diventeranno più accessibili a tutti(ad esempio nel momento in cui si creano visori più economici e meno ingombranti).Pertanto in questo momento è fondamentale ideare dei progetti educativi di grande qualità, ottimizzati, che possano apportare benefici ai bambini, alle loro famiglie e agli insegnanti. È necessario capire come saper utilizzare al meglio delle attività coinvolgenti e divertenti in esperienze digitali che abbiano anche un fine educativo. Tuttavia è ormai chiaro che il successo sul posto del lavoro, nel futuro, richiederà l’essere in possesso di quelle che la Brookings Institution ha definito “competenze per un mondo che cambia”. Tra queste si annoverano la collaborazione, il pensiero critico e l’innovazione creativa.

ALT!

È sbagliato pensare che il Metaverso sia già pronto per essere attuato: è importante progettarlo al meglio, soprattutto nel contesto educativo. Infatti bisogna sicuramente fare attenzione ad alcuni aspetti attentivi dei processi di apprendimento. Ricerche sulla visione della TV e sui primi tablet sottolineano come le immagini animate siano utili per dirigere l’attenzione dei bambini verso temi importanti, così come facilitano la comprensione. Tuttavia, allo stesso modo, questi elementi possono costituire dei distrattori. Pertanto, i designer devono essere attenti nel creare uno story board che non devii l’attenzione di un bambino su un compito nuovo, ma irrilevante ai fini dell’apprendimento. Sul tema, i risultati delle ricerche scientifiche appaiono ancora contraddittori. Alcuni dati suggeriscono che la creatività dei bambini nel Metaverso permane, seppur in misura minore rispetto a se avessero imparato in contesti del mondo reale. Questo risultato è confermato da altre ricerche in cui è leggermente inferiore la capacità dei bambini di ricordare informazioni apprese dalla televisione. Al contrario, un altro studio suggerisce che i bambini potrebbero persino imparare di più dalla fantasia, dato che la fantasia facilita l’apprendimento in contesti insoliti. Inoltre a quattro anni i bambini imparano di più dalla lettura con un genitore di quanto non facciano da soli o con la tecnologia. Infine, viene trascurato tutto ciò che rende speciali le relazioni sociali vis a vis: il tatto, l’olfatto, le relazioni sociali reali e il linguaggio del corpo.

Tiriamo le somme

Il Metaverso nasce come contesto immersivo che teoricamente può portare solo i benefici delle tecnologie digitali, ma per poter apportare miglioramenti sull’educazione deve essere progettato bene. Per questo motivo ulteriori ricerche nel settore sono fondamentali. Il Metaverso non è a sostituzione degli insegnanti, ma diviene uno strumento attraverso cui migliorare l’apprendimento e l’interazione sociale in un mondo completamente nuovo. Tuttavia bisogna prestare grande attenzione all’aspetto dell’interazione sociale. Ad esempio gli avatar, per quanto possano essere creati nella maniera più realistica possibile, non potranno mai sostituire la vera interazione umana. Infine, sarà fondamentale mantenere un’ inclusività culturale: tutt’ora molte comunità hanno difficoltà ad accedere alla tecnologia e verrebbero escluse da questo nuovo mondo digitale. È indubbio che il metaverso stia arrivando all’istruzione: rimane da capire se politici, educatori, psicologi e genitori possano creare esperienze realmente educative in questo contesto nuovo e allettante.

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