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5 Falsi Miti Da Sfatare Sulla Virtual Reality

5 falsi miti da sfatare sulla Virtual Reality

La Realtà Virtuale (VR) sta vivendo un momento di crescita esponenziale. Dai 7 miliardi del 2017, pare che il giro d’affari legati a questa tecnologia toccherà i 100 miliardi nel 2025.

Nel frattempo Mark Zuckerberg si pone l’obiettivo di ‘portare’ a 1 miliardo gli utenti attivi di VR.

Al di là del settore videoludico e dell’intrattenimento, la VR si è rivelata efficace nella formazione, nel settore medico-sanitario, nel campo della moda, del retail, del fitness e altro ancora.

Per apprezzarne realmente le caratteristiche, e le potenzialità, vogliamo quindi sfatare qualche falso mito che spesso aleggia pericolosamente intorno a questa tecnologia.

1) diventeremo zombie con il visore

La paura che la VR ci isolerà da tutto e tutti, rendendoci degli asociali rilegati in casa con indosso un visore è abbastanza diffusa. In altre parole: la VR è una tecnologia che chiude al sociale e alla socializzazione.

La verità è però un’altra. La VR è una tecnologia che aumenta il nostro ambiente – anche quello sociale – aprendo a possibilità inesplorate. Gli utenti possono infatti interagire tra di loro, condividere esperienze, fare nuove amicizie (così come avviene oggi sui social, ma in modo più coinvolgente e interattivo). E’ stata anche utilizzata in più di un’occasione per curare l’ansia sociale: la social VR aiuterebbe gli ansiosi sociali ad interagire con maggiore facilità e aumenterebbe il loro desiderio di stabilire relazioni anche non mediate dalla tecnologia.

2) è solo per video-giocatori incalliti

 Se è vero che che uno degli ambiti di applicazione più diffusi è proprio quello del gaming, va detto che la VR si sta diffondendo velocemente anche in altri settori. Gli investimenti di Google e Facebook in questa tecnologia ci danno un’idea di come la VR verrà integrata sempre di più alle piattaforme che si rivolgono al mercato consumer.

La verità è quindi un’altra. La VR ha un enorme potenziale nel campo dell’istruzione: offre infatti agli studenti esperienze coinvolgenti che facilitano infatti il processo di memorizzazione. Sta poi rivoluzionando la formazione specialistica: dai training aziendali (si pensi a Ups integrated) alla pratica dei medici chirurghi. Questa tecnologia può fornire ambienti simulati che aiutano le persone che soffrono di fobie a praticare tecniche di esposizione guidate e protette. Anche nel campo del retail (uno su tutti l’esempio di Ikea), la VR apre alla multicanalità dell’e-commerce.

3) VR causa nausea e vomito

I visori di VR non hanno una buona fama in questo senso: molti pensano infatti che causino vomito e senso di nausea. Se è vero che i modelli di qualche anno fa esponevano in alcuni casi a questo rischio, va precisato che oggi esistono strumentazioni che garantiscono esperienze immersive senza alcuna controindicazione.

La verità è quindi la seguente: i visori presenti oggi sul mercato vantano sono progettati in modo che la maggior parte delle persone sia in grado di godersi esperienze di VR senza effetti negativi.

4) la VR è troppo costosa

Le persone che si avvicinano per la prima volta a questa tecnologia pensano che sia troppo costosa. Le strumentazioni si stanno democratizzando sempre di più: ad oggi sul mercato si trovano dai visori più performanti (es. HTC VIVE a 600 dollari circa) a quelli di plastica da utilizzare con lo smartphone che costano pochi euro.

La verità in questo caso è la seguente: gli hardware per la VR sono sempre più accessibili e democratici. Dal nuovo Oculus Go (stand alone che, senza l’utilizzo di computer o smartphone, avrà un costo di 199 dollari) ai visori per mobile che costano poche decine di euro, il range è molto ampio e soprattutto per tutte le tasche.

5) la VR rappresenta già il passato

Le tendenze vanno e vengono come le stagioni, ma la VR è qui per rimanere. Quando le console per videogiochi arrivarono per la prima volta sulla scena, la gente disse la stessa cosa.

La verità è che la VR, con una vasta gamma di possibili applicazioni in settori come la medicina, la robotica e l’istruzione, sembra qui per rimanere.

P.s. C’è molto da imparare e scoprire sulla VR, ma è necessario assicurarsi che le informazioni raccolte siano accurate.

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