skip to Main Content
Un Bacio: Intervista A Ivan Cotroneo

Un bacio: intervista a Ivan Cotroneo

Un Bacio è un film che declina il concetto delle prime volte sotto tanti punti di vista: dall’amore, alla sofferenza fino alla bullizzazione. Protagonisti sono tre adolescenti, Lorenzo, Antonio e Blu. La prima volta dell’amore, dei baci, della sofferenza fino ad arrivare alla violenza fisica e agli episodi di bullismo. È un film che adotta una chiave di lettura leggera e romantica senza rinunciare ad affrontare in maniera dura e netta il dramma del bullismo nelle scuole, di quell’ordinaria violenza in cui da un insulto possono scaturire effetti domino con conseguenze devastanti.

Il film è ispirato ad un episodio di cronaca nera californiana, e più precisamente all’omicidio Larry King, un quindicenne sacrificato sull’altare del pregiudizio omofobo. Com’è riuscito ad espandere un tema così denso alle altre forme di pregiudizio e di emarginazione che compaiono nel film?

E’ venuto naturale. Prima di tutto dalla considerazione che anche nella società degli adulti tutte le forme di pregiudizio sono collegate: non si può combattere l’omofobia se non si combatte anche il sessismo o la xenofobia, o qualunque altra forma di discriminazione. Poi, quando ho presentato negli anni scorsi il libro Un bacio nelle scuole, sono venuto a contatto con ragazzi e ragazze che mi hanno raccontato le loro storie, e ho capito che il bullismo è uno, cambia solo il soggetto bullizzato. Ogni volta che si traccia una linea fra ciò che è giusto/socialmente accettabile e ingiusto/socialmente inaccettabile si contribuisce alla creazione di un meccanismo impietoso e che non fa sconti. Tuttti i pregiudizi sono connessi e si basano sullo stesso assurdo principio della superiorità di un modo di essere (o di apparire o di comportarsi) rispetto a un altro.

 

Destinatari principali di un Bacio sono i giovani; quali sono le emozioni e gli insegnamenti più significativi che ha colto dopo averlo presentato a un festival dedicato ai ragazzi come il Giffoni?

Nel lungo tour che ancora continua e che mi permette di incontrare così tanti ragazzi e di parlare dei temi di Un bacio, e delle storie di Lorenzo, Blu e Antonio, la cosa che mi ha colpito di più è il sentimento di sorpresa dei ragazzi nel vedersi rappresentati. Questo sentimento di identificazione, ma anche la sensazione che hanno dichiarato di avere provato di sentirsi rappresentati con rispetto, hanno fatto sì che dopo le proiezioni i ragazzi si aprissero e iniziassero a parlare del film, e delle loro vite rispetto al film. E’ un’emozione continua e potentissima.

 

La tendenza dello sviluppo generazionale si sta invertendo: la generazione attuale è la prima che sopravvive grazie al cosiddetto welfare dei nonni e dei genitori. Un inversione diametralmente opposta rispetto alle generazioni precedenti in cui, a un certo punto, i giovani cresciuti si occupavano dei “vecchi”. Questo corto circuito può avere un peso nelle contraddizioni e nella violenza di questa società?

Può averlo, certo, se la tendenza continuerà ad andare in questa direzione. Per fortuna io ho conosciuto tantissimi ragazzi ansiosi di fare e di dimostrare, che vogliono scrollarsi di dosso l’immagine falsata che gli adulti hanno messo loro addosso. Questi ragazzi non sono apatici, non sono abulici, non sono poco interessati. Sono pieni di vita, e ci chiedono la possibilità di dimostrarlo.

 

Lorenzo, uno dei protagonisti, reagisce alla bullizzazione subita creandosi una realtà parallela. Da cosa ha tratto l’ispirazione per questa idea? Si tratta di una fuga o di un riscatto fantastico?

Di entrambe le cose. Lorenzo ha avuto una vita difficile e la sua salvezza è nell’immaginazione. Per me è stato così, e credo sia così per molti, indipendente dalla durezza che si affronta. I mondi immaginari (penso anche a quello del protagonista del mio primo film) sono una salvezza, specialmente se si trova la forza o il coraggio di condividerli con gli amici.

 

In un intervista lei ha affermato che il suo film si scaglia contro lo schematismo e l’omologazione imposta ai ragazzi di oggi. Questo quadro assomiglia alle premesse che hanno scatenato l’ultima rivoluzione che in Italia si ricordi, quella del ’68. Non crede piuttosto che il problema dei ragazzi di oggi sia la mancanza di regole garantita dall’assenza di peso specifico delle istituzioni familiari e scolastiche?

Le due cose sono connesse per me. Credo che il problema dei ragazzi di oggi sia l’invadenza di una società che in tutti i modi possibili ci dice cosa è giusto e cosa è sbagliato secondo regole insensate, ed è anche questo che desautora famiglie e istituzioni scolastiche. I genitori del mio film sono attenti e capaci di amore, portatori di valori sani, ma schiacciati da una società che manda segnali diversi attraverso i media, e che può essere più forte nella imposizione di dis-valori. Gli insegnanti nel film, anche quando cercano di fare la cosa giusta sono soggetti allo stesso giudizio dell’Altro, e ne hanno talvolta timore, il che è comprensibile. Ma credo sia una catena che dobbiamo spezzare.


Negli ultimi anni i film destinati ai giovani appaiono molto più duri, personali e aderenti alla realtà. Senza voler fare nomi di suoi colleghi che si sono occupati di questo filone negli anni passati, credo che siamo usciti dal cliché ovattato dei figli di papà senza soldi che vivono in case enormi attanagliati dalla paura di crescere. A cosa pensa che sia dovuta questa svolta più onestamente sociale di film come il suo?

Non saprei dirlo in generale. Per quanto mi riguarda, deriva dal fatto di avere toccato con mano quanto i giudizi che vengono dati sui giovani dagli adulti siano spesso superficiali. Bollare come bamboccioni dei ragazzi spesso pieni di energia e di voglia di fare, che hanno l’unico problema di difendersi dalle strutture che noi abbiamo imposto è ingiusto e ingrato. Trovo giusto segnalare, come spero di fare nel film, le difficoltà reali che possono incontrare sul loro cammino. Mi pare francamente più onesto e più aderente alla realtà che cercare di ironizzare su di loro.

Lascia un commento

Back To Top
×Close search
Cerca