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Disconnect: Il Lato Oscuro Del Web

Disconnect: il lato oscuro del web

Disconnect, diretto da H.A. Rubin, è un film che è riuscito a mostrare (con una trama non lineare divisa in tre episodi) gli aspetti negativi della rivoluzione digitale.

Due adolescenti, Jason e Frye, praticano cyberbullismo (con un falso profilo su Facebook: Jessica Rhony) su Ben, un compagno di scuola ai margini della società. Jason tiene le redini del gioco e, quando è in compagnia, si diverte a prenderlo in giro. La sera però, quando è solo, prova piacere a parlare con Ben. Solo celando la propria identità riesce ad avere un dialogo con un ’emarginato’. In compagnia di Frye, manda una foto di Jessica nuda chiedendo a Ben di fare lo stesso: il ragazzo accetta. Il privato diventa pubblico quando lo scatto fa il giro della scuola, un trauma che Ben non sopporta, tanto da portarlo a tentare il suicidio. Ben entra in coma, ed è solo di fronte a questo atto traumatico che la famiglia si rende conto della sua importanza.

Il lutto viene affrontato nella storia di Cindy e Derek, due coniugi, che hanno perso il figlio. Il loro rapporto non prevede la possibilità di parlare della tragedia, non esternano il loro dolore, non si sfogano, sebbene entrambi ne abbiano bisogno. Cindy allora chatta con un uomo, di nome Stephen, su un forum, mentre Derek gioca a poker online. La carta di credito di Derek viene clonata e dal loro investigatore – il padre di Jason – apprendono che è stato Stephen. Solo grazie a questa truffa, Derek viene a scoprire di cosa avesse realmente bisogno la moglie e solo grazie ad un nemico comune riescono finalmente ad esternare il proprio dolore. Internet riesce quindi a far sfogare i protagonisti della vicenda, senza però migliorarne le situazioni di vita.

Una giornalista, Nina, scopre un sito di striptease di ragazzi poco più che adolescenti. Volendo fare un servizio giornalistico a riguardo inizia a parlare con Kyle, uno degli spogliarellisti, che accetta di rilasciare un’intervista. Una sera, tra i due, sta per nascere qualcosa di intimo ma Nina si ferma ad un semplice bacio. Il piacere espresso ha natura voyeuristica; Nina osserva questa dimensione come attraverso una finestra ma, quando Kyle entra nella vita ‘reale’, si ferma.

Disconnect non ha un finale, tutto resta sospeso, come quando cade la connessione internet e noi, ormai dipendenti da essa, aspettiamo il suo ritorno.

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