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Violenza sessuale. La Realtà Virtuale per superare il trauma

I dati dell’ISTAT parlano chiaro: Il 31,5% delle donne tra i 16 e 70 anni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale.

I dati sono sconcertanti e dimostrano come, purtroppo, la violenza fisica e quella sessuale siano ormai perpetrate globalmente e in modo invasivo. Ma il danno non si ferma a quell’evento devastante: subire una violenza sessuale in giovane età influisce gravemente sulla vita delle sopravvissute.

Il rischio di malattie croniche come il diabete, di malattie coronariche e di obesità è alto; e i disturbi della salute mentale come la depressione e l’ansia sono estremamente diffuse tra le persone sopravvissute a violenza sessuale.

É stato dimostrato che la violenza sessuale aumenta il rischio di comportamenti problematici nelle giovani donne. Fumare, bere, fare uso di droghe ed essere sessualmente promiscue: sono solo alcuni dei possibili comportamenti a rischio.

Tuttavia, le giovani donne che subiscono violenza sessuale raramente ricevono cure adeguate. Queste ultime tendono a ritirarsi dalla società e rinunciare al supporto sociale per evitare di esporsi in un ambiente che notoriamente denigra le vittime.

Senza cure tempestive e di qualità, i problemi di salute psicologica, compresa l’ideazione suicida, possono protrarsi per tutta la vita (Santaularia et al., 2014).

In che modo la Realtà Virtuale può aiutare una vittima di violenza sessuale?

Lee e Cha (2021) hanno proposto un soluzione in Realtà Virtuale al servizio delle vittime di violenza sessuale: “Sister I will tell you”. Si tratta di una soluzione mobile in RV in cui una donna virtuale guida le vittime di abuso alla scrittura riflessiva e alla meditazione Mindfulness, attraverso la narrazione del suo percorso di guarigione.

Il personaggio virtuale appare come una donna di circa 22 anni vestita in modo casual; in questo modo viene percepita come più vicina e simile a chi la guarda.

Grazie ad esperti di narrazione e di meditazione Mindfulness, l’ologramma è in grado di apparire rassicurante per le donne che la ascoltano.

Il contenuto dei moduli di meditazione mira ad alleviare l’auto-colpa, facilitare la difficoltà di auto-espressione e promuovere l’auto-compassione.

Attraverso la scrittura è possibile riflettere sul proprio passato e focalizzarsi sul presente, un presente in cui si è sopravvissuti alla violenza.

Attraverso il confronto e la condivisione delle diverse esperienze è possibile condividere le proprie sensazioni con altre donne e “normalizzare” i propri pensieri e i sentimenti.

Ma la Realtà Virtuale è davvero efficace?

Lee e Cha hanno messo a confronto due campioni di giovani donne che avevano subìto violenza sessuale: un gruppo ha ricevuto esercizi di scrittura riflessiva e meditazione mindfulness utilizzando la tecnologia virtuale e l’altro ha eseguito solo esercizi di meditazione mindfulness audio-guidati.

Le donne di entrambi i gruppi hanno sperimentato un aumento del supporto percepito e una diminuzione dell’ideazione suicidaria alla fine dell’intervento.

Si è inoltre riscontrata una diminuzione degli impatti negativi della violenza sessuale a 4 settimane dall’intervento.

Le tecnologie immersive potrebbero catturare l’attenzione degli utenti ed attirare un maggior numero di donne a richiedere assistenza, anche se semplici linee guida audio potrebbero essere comunque efficaci allo stesso modo.

Nonostante subire violenza sessuale in giovane età sia dannoso per la salute, le sopravvissute alla violenza sessuale ricevono poche cure per promuovere un corretto e adeguato percorso verso la guarigione.

Risulta quindi fondamentale promuovere programmi di guarigione che attirino l’attenzione e che siano efficaci.

Un programma di guarigione mobile in Realtà Virtuale come “Sister I will tell you” ha mostrato un grande potenziale per facilitare il percorso delle giovani donne verso la guarigione post violenza sessuale.

Sei interessato/a a capire come la Realtà Virtuale possa essere a servizio delle vittime di violenza sessuale?

Di questi e altri temi trattiamo nella Community di Psicologi Digitali, se sei interessato seguici qui!

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