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Digital Divide. Una Vita Senza Internet

Digital divide. Una vita senza internet

di Francesca Papa

 

Immaginate una giornata senza internet.

Il senso di apnea, di astinenza, di smarrimento.
Cosa resta quando la connessione non c’è? Cosa siamo senza Internet?

Spesso, quando ci troviamo senza una connessione, ci sentiamo condannati ad una strana forma di afasia, che ci impedisce di metterci in contatto con chi dovremmo.

Esauriti i megabyte di internet, ogni problema s’ingigantisce e veniamo catapultati in una condizione di “paralisi tecnologica”, che ci rende incapaci di risolvere anche i problemi più elementari.

In questi casi, sembra sempre che solo una rete wifi potrebbe dissetare il nostro desiderio di sentirci connessi. Se questa situazione vi è familiare, allora è capitato anche voi di avere un assaggio estemporaneo di quella che per molti è invece una realtà permanente e scomoda: il digital divide.


Il digital divide, o divario digitale,
denota infatti la differenza tra chi ha accesso alle tecnologie dell’informazione e chi invece ne è escluso. Come evidente, questo divario non rappresenta necessariamente un problema in sé (e anzi c’è chi scegli volontariamente di restare alieno al mondo informatico), ma è certo un sintomo di disparità più importanti e profonde: principalmente disparità di reddito, di sviluppo delle infrastrutture e di alfabetismo informatico.

A livello internazionale la grande differenza tra chi ha e non ha accesso a internet risiede infatti nel livello di ricchezza del proprio territorio. In Italia invece, più nello specifico, i principali fattori alla base del digital divide sono socio-demografici (i più anziani non hanno i mezzi e le conoscenze per usufruire di Internet) o legati all’inadeguatezza delle infrastrutture (mancanza di un collegamento ad internet veloce nelle regioni più remote).

Ed è così che nel nostro paese solo il 53 per cento delle case è collegato alla fibra ottica e alcune zone non sono raggiunte dalla banda larga.

Si stima che oltre il 12% della popolazione italiana si trovi a vivere in condizione di digital divide.

Cosa si può fare per colmare questo divario?

Sulla scena globale, sempre più ONG si stanno muovendo per investire nella crescita tecnologica dei paesi in via di sviluppo, ed in Italia, le principali compagnie telefoniche si stanno concretamente attivando per risolvere il problema del digital divide, con progetti che mirano a coprire con l’ADSL il maggior numero possibile di comuni italiani (progetto 1000 comuni della Vodafone e progetto Anti Digital Divide della Telecom).

Sullo sfondo di queste iniziative vi è la speranza che annullando il digital divide si possano consequenzialmente annullare anche le differenze sociali che il digital divide sottolinea.

Ma resta non chiaro se questo sia verosimile, in quanto il nesso di causalità che lega il divario digitale e la disuguaglianza è ambivalente.

Il digital divide è causa o effetto di disparità?

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