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Virtual Reality: Un’opportunità Per Ritiro E Ansia Sociale

Virtual Reality: un’opportunità per ritiro e ansia sociale

Il primo aprile Idego – Psicologia Digitale presenterà il seminario esperienziale in collaborazione con AIDAS (Associazione Italiana Disturbi Ansia Sociale) e IPSICO – Firenze.

I più recenti sistemi di Virtual Reality (VR), insieme alle forme di supporto psicologico web-mediato, rappresentano uno strumento valido per intercettare e intervenire sulle nuove forme di disagio.

Come farne uso?

Il primo aprile Idego – Psicologia Digitale presenterà, presso i propri uffici del Lanificio di Roma, un seminario esperienziale su Virtualità e Ansia Sociale, in collaborazione con AIDASIPSICO – Firenze, con l’obiettivo di fornire conoscenze teorico-pratiche volte ad aggiornare gli strumenti a disposizione dello psicologo.

L’evoluzione digitale è andata profondamente a incidere sulle forme dell’esperienza umana, ridisegnando di conseguenza un nuovo modello di mente e di identità. Pensiamo all’arrivo dei devices interattivi, come gli smartphones, che in un connubio strettissimo tra informatica e telecomunicazione hanno profondamente cambiato il concetto di scambio tra persone e di interattività.

Chat e social network fanno da sfondo a questo nuovo modo di interagire: il cyberspazio è divenuta una dimensione del nostro vivere dalla quale distaccarsi risulta sempre più complesso.

Studi recenti dimostrano che l’abuso della rete può avere effetti molto negativi sulla mente e sul benessere psicosociale sfociando in forme di dipendenza e portando al ritiro. Allo stesso tempo, l’utilizzo di internet può favorire il potenziamento di alcune abilità e promuovere le opportunità di contatto con i propri pari.

Prendere consapevolezza dell’evoluzione in atto non può non modificare il nostro modo di porci nei confronti delle nuove generazioni, anche per quanto riguarda le modalità d’intervento psicologico.

Il ritiro sociale sembra essere un nuovo modo di esprimere il dolore. Una recente ricerca pubblicata nel 2013 da Mauro Di Lorenzo rileva che, insieme ai casi di ritiro sociale e fobia scolare, tra gli adolescenti sono sempre più diffusi i sentimenti di ansia, solitudine e paura.

Sembra infatti che internet, social network, smartphone e via dicendo, abbiano avuto delle importanti conseguenze sull’organizzazione dell’identità dei nativi digitali, immersi in una società che fa dell’apparenza un imperativo assoluto e che costruisce le sue relazioni sulla base di immagini ritoccate, o ‘photoshoppate’, con il risultato che non ci si concentra più su ciò che si è ma prevalentemente su ciò che si finge di essere.

Tutto ciò, insieme a numerose altre cause, porterebbe ad un sentimento di inadeguatezza, di vuoto, al timore di mostrarsi così come si è, alla paura di una relazione interpersonale che non sia mediata da uno schermo, all’ansia sociale, al ritiro.

Tutte le ricerche svolte in  Italia, in Francia, in Giappone, mettono in evidenza che la rete non è la causa del ritiro, ma una conseguenza del ritiro. Il fenomeno del ritiro è cominciato prima della diffusione di internet: il web, per il ritirato, è una difesa e, talvolta, l’unica via per restare ‘agganciati’ al mondo esterno.

Quale via migliore per entrare in contatto con questi adolescenti e con il loro disagio, se non attraverso quella che loro stessi prediligono ed utilizzano maggiormente? Più precisamente: perché non trasformare un mezzo solo potenzialmente dannoso in una risorsa che potrebbe essere di supporto per moltissimi adolescenti in difficoltà?

Nel seminario saranno presentate alcune possibilità d’intervento: dagli interventi testuali sincroni fino all’utilizzo della Virtual Reality, come mezzi di supporto per intercettare, agganciare (e trattare) le nuove forme di disagio.

Il seminario prevede anche una parte esperienziale in cui i partecipanti potranno sperimentare i più recenti sistemi di VR in materia.

Qual è l’impatto di tecnologie come Facebook e smartphone sulle nuove generazioni? La virtualità può rappresentare un’opportunità per il ritiro e l’ansia sociale? Quali strumenti 2.0 possono essere utilizzati dallo psicologo per lavorare con i nativi digitali? Esistono sistemi di Virtual Reality che possono essere di supporto nel trattamento dell’ansia sociale?

Questi sono alcuni degli interrogativi a cui il seminario intende dare risposta.

Per informazioni:

Simone Barbato
3338473042
info@idego.it

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