skip to Main Content
D.O.C. Da Post-partum: Classificazione E Cure

D.O.C. da post-partum: classificazione e cure

DOC

Il DOC (Disturbo ossessivo-compulsivo) è classificato dall’American Psychiatric Association come entità nosografica autonoma ed è caratterizzato dalla presenza di sintomi specifici, quali ossessioni e/o compulsioni.

La presenza del DOC in questo periodo delicato per ogni donna può determinare una grave sofferenza della paziente ma anche rispetto ai familiari e al neonato.

  • Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti che sono vissuti come indesiderati;
  • Le compulsioni sono comportamenti o azioni mentali ripetitive che una persona si sente obbligato a compiere in risposta a un’ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente.

Il DOC da post partum è caratterizzato dalla preoccupazione di danneggiare accidentalmente o intenzionalmente il proprio figlio.

I sintomi più comuni sono:

  • Paura di agire seguendo un impulso indesiderato e ferire o uccidere il proprio bambino;
  • Paura di soffocare il bambino;
  • Timore che si possa annegare il bambino durante il bagno;
  • Timore di agire in modo sessualmente inappropriato verso il bambino (ad esempio durante il cambio del pannolino, il bagno o mentre lo si sta vestendo);
  • Paura di toccare impropriamente il proprio bambino;
  • Paura di esserne sessualmente attratti;
  • Timore che la propria irresponsabilità porterà alla morte del bambino;
  • Paura di avvelenarlo accidentalmente per non aver pulito correttamente il biberon o i giochi;
  • Angoscia di esporlo accidentalmente a sostanze chimiche (ad esempio i prodotti per la pulizia);
  • Timore che se non lo si controlla abbastanza, quest’ ultimo possa improvvisamente morire per SIDS.

I pensieri comuni (ossessioni) che si evidenziano in tale disturbo sono:

  1. Pensieri aggressivi (paura di causare accidentalmente o intenzionalmente danni al bambino);
  2. Preoccupazioni di contaminazione (preoccupazione intrusiva che possa succedere qualcosa di brutto; pensieri indesiderati sessuali).

La maggior parte di noi è a conoscenza della Depressione post partum, pochissimi del DOC post partum, che colpisce tuttavia il circa 2,6% delle madri.

Per alcuni genitori (madri o padri), la nuova posizione genitoriale può innescare un quadro di ansia incontrollata che è associata a pensieri, immagini o impulsi violenti ed inquietanti verso il proprio figlio. Tali ossessioni aggressive non sono in tutti i casi associati a rituali di controllo e spesso vengono messe in atto situazioni di evitamento (es. evitare di trovarsi da soli con il bambino). Questo è stato confermato da uno studio condotto su 302 donne in gravidanza, di cui quelle che presentano un DOC nel post partum mostrano più ossessioni di aggressività e meno compulsioni rispetto alle pazienti con DOC esordito al di fuori di una gravidanza.

DOC

Per quanto riguarda le ossessioni di contaminazione invece, sono per lo più legate alla paura che il bambino sia contaminato dallo sporco o da agenti chimici.

Sono più comuni il mettere in atto compulsioni per mantenere il controllo della situazione problema attraverso il lavaggio continuo delle mani e della casa. Accanto a questi sintomi, talvolta, si possono rilevare ossessioni di ordine e simmetria, religiose e sessuali associate successivamente a compulsioni e rituali mentali. I sintomi possono iniziare improvvisamente dopo l’arrivo del figlio a casa, oppure, sintomi preesistenti possono favorire lo sviluppo di tale disturbo, poiché esasperati dalle nuove responsabilità genitoriali. Tuttavia, il 25% delle pazienti con DOC manifesta l’esordio del disturbo entro le 4 settimane successive al parto.

Fra i fattori predisponenti l’esordio del DOC nel post partum troviamo:

  • Esperienze associate con il parto pre o post termine, il taglio cesareo e la primiparità;
  • Premorbosità del disturbo evitante e ossessivo-compulsivo di personalità;
  • Donne con storia psichiatrica precedente;
  • Complicazioni ostetriche in gravidanza o legate al parto;
  • Disturbi somatici.

Attraverso la buona diagnosi è possibile strutturare un percorso terapeutica multidimensionale attraverso il lavoro di diversi professionisti.

Esistono delle cure?

Le terapie più adatte da perseguire saranno:

  • Psicoterapia: particolarmente indicata come primo approccio che oltre a disporre di un terapeuta specializzato, deve tenere conto di alcune accortezze. Il paziente deve presentare le seguenti caratteristiche: quadro monosintomatico, assenza di sintomi depressivi e/o di gravi disturbi di personalità, volontà e capacità di collaborazione agli esercizi comportamentali.

Uno degli interventi ritenuti più validi è l’Esposizione con Prevenzione della Risposta. Il paziente viene esposto agli stimoli che provocano i sintomi ossessivo compulsivi e contestualmente lo si istruisce a dilazionare progressivamente la risposta. Si affiancano a queste tecniche comportamentali degli elementi di natura cognitivista per acquisire consapevolezza della cascata di pensieri che accompagnano l’esposizione allo stimolo e per controllarne l’automatismo. Spesso però questo intevento, molto stressogeno per il paziente, può portare al drop-out: ecco perchè IDEGO ha ideato e realizzato, in collaborazione con il Centro di Cognitivismo Clinico, l’App di Realtà Virtuale DOCURE per trattare in modo sicuro e protetto questo disturbo.

  • Terapia Farmacologica: è il trattamento più facilmente disponibile ed è indicata nei soggetti adulti con sintomatologia moderata o grave oppure con sintomi depressivi associati. Di solito si basa sull’impiego di farmaci inibitori della ricaptazione della serotonina. La terapia farmacologica permette un buon controllo del quadro clinico.

Una volta che si inizia la terapia sarà importante essere costanti e coerenti soprattutto quando si intende comunicare raccomandazioni, indicazioni e cambiamenti di terapia.

Bibliografia

American Psychiatric Association (APA) (2013), DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, tr. it. Raffaello Cortina, Milano, 2014.

Balestrieri M, Bellantuono C, Berardi D, Di Giannantonio M, Rigatelli M, Siracusano A, Zoccali R. A, (2014). Manuale di Psichiatria. Roma: Il Pensiero Scientifico, 2014.

Maina, G., Pessina, E., Aguglia, A., Bogetto, F. (2009). Gli inibitori del reuptake della serotonina nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo:

antidepressivi o antiossessivi?. Clinical Management Issues, 3 (1).

Mantella RC, Vollmer RR, Li X, Amico JA. Female oxytocin-deficient mice display enhanced anxiety-related behavior. Endocrinology 2003; 144: 2291-6.

Ravizza L, Bogetto F, Maina G (1997). Il disturbo ossessivo-compulsivo. Milano: Masson, 1997.

Sichel DA, Cohen LS, Dimmock JA, Rosenbaum JF (1993). Postpartum obsessive compulsive disorder: a case series. Journal of Clinical Psychiatry , 54: 156-9.

Uguz F, Akman C, Kaya N, Cilli AS (2007). Postpartum-onset obsessive-compulsive disorder: incidence, clinical features, and related factors. Journal of Clinical Psychiatry; 68: 132-8

Uguz F, Gezginc K, Zeytinci IE, et al (2007). Course of obsessive-compulsive disorder during early postpartum period: a prospective analysis of 16 cases. Comprehensive Psychiatry, 48, 558-61.

 

 

Giulia Quaranta

Quando si vive un’esperienza traumatica o un evento di forte stress credo nel coraggio delle persone di “sapersi rialzare” e cambiare. È il cambiamento che ha sempre guidato il mio percorso personale e professionale. Psicologa clinica e di comunità, esperta in tematiche connesse al lutto, alla psicologia dell’emergenza e alla psicotraumatologia. A breve inizierò il percorso di formazione psicoterapeutica psicodinamica. Ho maturato un’esperienza nell’ambito della disabilità e riabilitazione nei bambini. Ultimamente interessata all’integrazione fra la psicologia e i nuovi strumenti digitali, come la Virtual Reality.

Lascia un commento

Back To Top
×Close search
Cerca