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4 Consigli Per Crescere Bambini Emotivamente Sani

4 consigli per crescere bambini emotivamente sani

Ogni genitore desidera crescere al meglio i propri figli e porsi costantemente come una guida in grado di accompagnarli durante la crescita.

L’educazione passa necessariamente attraverso la consapevolezza e il controllo delle proprie emozioni. Un bambino che perde le staffe rapidamente ha bisogno di capire il sentimento di rabbia che prova, dargli un nome, trovarne i confini, per imparare infine a controllarlo. La capacità di relazionarsi con gli altri, di empatizzare, di provare sentimenti e gestire le proprie  emozioni, è chiamata intelligenza emotiva.

Il primo a parlarne fu lo psicologo Daniel Goleman che nel 1995, definì l’intelligenza emotiva come quel concetto che comprende sia competenze personali, riferite alla capacità di cogliere i diversi aspetti della propria vita emozionale, sia le competenze sociali, relative al modo in cui comprendiamo gli altri e ci rapportiamo ad essi.

 

Secondo lo psicologo, l’intelligenza emotiva si sviluppa a partire dai primissimi anni di vita. Ogni singolo scambio che i bambini hanno, dunque, sin da piccoli, con genitori, insegnanti e gli altri sono portatori di messaggi emozionali. Ecco perché è importante insegnare ai bambini come governare le proprie emozioni e guidarle nelle direzioni più opportune.

Dunque, la vita familiare è la prima scuola nella quale apprendiamo sentimenti che compongono la nostra vita emotiva. Sono proprio gli scenari familiari che ci insegnano come dobbiamo sentirci riguardo a noi stessi e quali saranno le reazioni degli altri ai nostri sentimenti, come esprimere le speranze e paure, cosa pensare a riguardo e come comunicare tali emozioni.

L’educazione emozionale non opera solamente attraverso le parole o i comportamenti operati direttamente verso il bambino, ma anche all’interno della coppia genitoriale, ovvero attraverso i modelli che i genitori offrono circa il modo in cui vengono gestiti i loro sentimenti e la loro relazione coniugale.

Per riuscire ad essere dei bravi “allenatori” dei propri figli i genitori devono avere una buona conoscenza dell’intelligenza emotiva ed evitare alcuni comportamenti inadeguati come, ignorare i sentimenti dei loro bambini; assumere un atteggiamento troppo lassista; disapprovare e proibire al bambino di mostrare ogni segno di collera, mostrando di non avere rispetto per i suoi sentimenti.

Come fare allora per aiutare i nostri bambini a crescere e a diventare adulti sani, felici e produttivi?

  • 1. Riconoscere i propri sentimenti: ciò di cui i bambini hanno bisogno è avere accanto qualcuno che sia in grado di aiutarli circa quello che stanno vivendo e il modo migliore per esprimerlo. I sentimenti hanno uno scopo e ci permettono di tenere ben saldo il timone, orientandoci nella direzione in cui dobbiamo navigare. Se noi, in primis, neghiamo i nostri sentimenti, come pensiamo di poter insegnare ai nostri bambini a non farlo? Spesso i genitori pensano di dover “difendere” i propri figli dai sentimenti negativi. In realtà, il vero problema non sono tali emozioni, ma il modo in cui le gestiamo. Se nascondiamo i nostri sentimenti i bambini impareranno che non bisogna parlare di come ci si sente o di ciò che si sta vivendo. Al contrario, esprimere in maniera adeguata le proprie emozioni, comunicandole al bambino, lo aiuterà ad imparare che anche i sentimenti più dolorosi si possono gestire e tollerare.
  • 2. Non giudicare i sentimenti come buoni o cattivi: se siamo in grado di accettare come ci sentiamo, saremo in grado anche di gestirlo. Smettere di giudicare i sentimenti dei bambini permetterà loro ad essere autentici e ad aprirsi circa come si sentono, senza alcuna vergogna. Dire loro che “non è bello sentirsi in un determinato modo” non li aiuterebbe, mentre sarebbe molto più utile chiedere loro perché si sentono in quel determinato modo, spronandoli a comunicarlo. In questo modo daremo loro la possibilità di dare un nome alle proprie emozioni ed esprimersi in un ambiente sicuro ed aperto.
  • 3. Evita di dire a tuo figlio cosa pensi che dovrebbe pensare: per capire cosa veramente sta vivendo bisogna porgli delle domande e non imporgli il nostro punto di vista. Solo ascoltandolo con interesse ed accettazione incondizionata imparerà ad accettare se stesso e a percepire le proprie opinioni come un qualcosa di prezioso. I bambini sono delle persone a sé, non una nostra esenzione. Essi hanno pensieri, opinioni, prospettive e sentimenti propri, ben diversi dai nostri. I bambini non ci diranno come si sentono a meno che non si crei un ambiente in cui si sentano sicuri di farlo. Siate curiosi di sapere chi sono i vostri figli, scoprite i loro punti di forza ed aiutateli a coltivarli.
  • 4. Impariamo ad affrontare i nostri sentimenti: se non abbiamo risolto i nostri problemi emotivi o abbiamo una scarsa conoscenza della loro stessa esistenza, allora non saremo in grado di aiutare i nostri bambini a gestire i loro. Ognuno di noi ha dei piccoli nodi irrisolti, più saremo in grado di navigare nel nostro mondo emotivo e più aiuteremo in nostro bambino a navigare nel proprio. Può essere utile guardare nella propria infanzia per capire come abbiamo imparato a esprimere o meno le nostre emozioni, quali sentimenti non si potevano esprimere in famiglia, cosa era accettabile o meno.

Sebbene alcune capacità emozionali vengano affinate con gli amici, nel corso degli anni, i genitori capaci possono fare molto per infondere nei propri figli le basi dell’intelligenza emotiva. In altre parole, possono insegnare loro a riconoscere e dominare i propri sentimenti, ad essere empatici e a controllare i sentimenti nelle loro relazioni.

Quando i genitori sono capaci da questo punto di vista, non solo i bambini andranno più d’accordo con loro e diminuiranno le tensioni nella relazione genitore-figlio, ma saranno anche più abili nella sfera sociale.

Infine, un bambino bravo a gestire le proprie emozioni ha anche meno problemi comportamentali, come la tendenza alla scortesia e all’aggressività.

 

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