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Supereroi Con Il Visore: Come Diventare Altruisti Con La Realtà Virtuale

Supereroi con il visore: come diventare altruisti con la Realtà Virtuale

Essere un Supereroe nella Realtà Virtuale può aiutarti ad esserlo nella vita reale.

Le esperienze in Realtà Virtuale possono coinvolgere sensorialmente ed emotivamente l’utente fino al punto di creare l’illusione di essere realmente nell’ambiente simulato.

Diverse ricerche hanno esaminato che il senso di “incorporamento” che può esperire l’utente nei riguardi delle sue rappresentazioni virtuali può divenire estremamente intenso. Per esempio, Slater e colleghi (2010) hanno dimostrato che i partecipanti alla ricerca di sesso maschile hanno sperimentato una cosiddetta “illusione di trasferimento del corpo” anche quando i loro avatar erano di sesso femminile.

Uno studio successivo di Kilteni e colleghi (2012) ha dimostrato che i partecipanti possono trasferirsi in avatar che hanno una forma fisica ben diversa dalla loro, per esempio con braccia molto più lunghe di quelle umanamente e fisicamente possibili, e mantenere un alto grado di incorporamento.

Partendo da questi fondamenti teorici Rosenberg e colleghi (2013) hanno indagato se incorporare un avatar che possedesse abilità sovrumane, simili ai poteri di Superman, potesse cambiare gli atteggiamenti delle persone nella vita reale, e in particolare potesse indurre un aumento dell’altruismo.

Come si diventa un supereroe virtuale?

La città virtuale che fa da scenario all’esperimento si presenta nebbiosa e deserta, priva di macchine o persone: l’unica persone presente è un bambino diabetico disperso che necessita con urgenza della sua dose di insulina.

I partecipanti vengono assegnati a due condizioni diverse: un gruppo possiede il potere del volo, simile alla capacità di volare di Superman (condizione di super volo) e l’altro vola come passeggero in un elicottero (condizione di volo in elicottero).

I partecipanti sono anche assegnati a una condizione di aiuto in cui viene loro richiesto di trovare il bambino diabetico scomparso o a un’altra condizione (che definiscono “di visita”) in cui semplicemente si esplora la città virtuale.

Quindi i gruppi a cui essere assegnati sono quattro: aiutante con superpoteri; aiutante in elicottero; turista con superpoteri; turista in elicottero.

Nella condizione di aiuto con superpoteri, i partecipanti hanno ricevuto le seguenti istruzioni:

“C’è stato un allarme terremoto e la città è stata evacuata. Un bambino è scomparso e i genitori hanno informato le autorità che il loro bambino è diabetico e andrà in shock senza insulina. Hai una fiala di insulina in tasca. Il tuo compito è quello di volare attraverso la città per trovare il bambino e consegnare l’insulina, salvandogli la vita. Non appena vedi il bambino, chiama. Ora puoi iniziare la tua ricerca. Solleva le braccia sopra la testa per decollare da terra”.

Essere Superman nella Realtà Virtuale può rendermi migliore nella vita reale?

Dopo aver completato il compito virtuale, il partecipante ha rimosso il visore e gli è stato chiesto di sedersi, mentre lo sperimentatore metteva via l’attrezzatura. Lo sperimentatore – mentre armeggiava con l’attrezzatura -fa “accidentalmente” cadere una tazza con 15 penne posta su un tavolo a circa un metro e mezzo di fronte alla sedia del partecipante.

Lo sperimentatore addestrato ha poi aspettato cinque secondi prima di tentare di raccogliere le penne, dando al partecipante il tempo di aiutarlo. Se il partecipante non si alzava per aiutare entro quei cinque secondi, lo sperimentatore raccoglieva le penne una alla volta, dando ancora al partecipante la possibilità di aiutare.

I partecipanti volanti sono stati più disposti, e veloci, ad aiutare rispetto ai partecipanti in elicottero.

Inoltre, c’è stato un effetto significativo del numero di penne raccolte, per cui chi poteva volare nell’esperienza virtuale ha raccolto più penne dei piloti dell’elicottero. Il potere virtuale del volo ha facilitato il successivo comportamento di aiuto nel mondo reale.

Essere un Supereroe nella Realtà Virtuale ha aumentato l’atteggiamento altruistico nella vita reale.

Una spiegazione ipotizzata per questi risultati è che poter volare in Realtà Virtuale inneschi uno stereotipo positivo, e quindi faciliti il successivo comportamento di aiuto nel mondo reale. 

Questo documenta che la Realtà Virtuale ha il potenziale per facilitare il comportamento pro-sociale permettendo agli utenti di diventare supereroi.

IDEGO e La Sapienza collaborano per la Prosocialità.

IDEGO in collaborazione con l’Università La Sapienza sta portando avanti un esperimento che indaga proprio l’atteggiamento altruistico.

Di questo e altri progetti trattiamo nella Community di Psicologi Digitali, se sei interessato seguici qui.

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