fbpx
skip to Main Content
Autismo E Robot: Caratteristiche E Prospettive Di Questa Promettente Terapia

Autismo e robot: caratteristiche e prospettive di questa promettente terapia

Con il tempo, ai consueti interventi per i giovani pazienti con autismo, si sono aggiunte terapie basate sull’utilizzo della tecnologia.

In particolare, la terapia assistita da robot per l’autismo (RAAT), la quale integra diverse conoscenze provenienti dalla psicologia dello sviluppo, dall’ingegneria, dall’informatica e dalla robotica.

Ma prima di proseguire su questo punto, facciamo un breve ripasso.

L’autismo, o meglio denominato “disturbo dello spettro autistico (DSA), è un disturbo del neuro-sviluppo che coinvolge principalmente linguaggio e comunicazione, interazione sociale, interessi ristretti, stereotipati e comportamenti ripetitivi.

I genitori di solito notano i primi segni entro i due anni di vita del bambino e la diagnosi certa spesso può essere fatta entro i trenta mesi di vita.

Attualmente risultano ancora sconosciute le cause di tale manifestazione, divise tra cause neurobiologiche costituzionali e psicoambientali acquisite.

Ciò che accomuna i bambini con autismo è il dover fronteggiare delle sfide notevoli.

Infatti, sviluppare le abilità sociali, comunicative e comportamentali, rappresenta un compito non facile per il quale necessitano di supporto specializzato.

Un intervento innovativo per l’autismo

Tornando alla tematica principale, ciò che la terapia robotica per l’autismo si prefigge, è il miglioramento dello sviluppo del bambino attraverso il potenziamento di diverse aree:

–          sociale ed emotiva,

–          cognitiva,

–          motoria

–          sensoriale.

Poiché ciascuna di queste aree richiede approccio e tipologie di dispositivi specifici, sono stati realizzati modelli di intervento distinti a seconda degli scopi della determinata competenza su cui lavorare.

Prendiamo, in questo senso, lo sviluppo sociale, ovvero la capacità di esplorare il proprio io emotivo attraverso l’interazione con gli altri:

In questo caso il robot può fungere da supporto nel riconoscere e nel rielaborare le emozioni, andando a migliorare ad esempio la capacità di espressione facciale.

Anche fattori come la comunicazione e la condivisione risentono positivamente della terapia robotica, stimolando la costruzione di abilità sociali funzionali alla relazione con l’ambiente.

Altri comportamenti sollecitati nei bambini durante le interazioni con i robot sono:

–          attenzione congiunta,

–          imitazione,

–          interazioni spontanee, triadiche e diadiche,

–          turn-taking

–          comportamenti di richiesta.

Divertimento compreso

Attraverso il gioco interattivo, i bambini possono beneficiare di setting piacevoli e il più possibile autentici.

In particolare, ricorrere a giochi interattivi stimola non solo la motivazione, che incoraggia ancora di più i bambini alla partecipazione attiva e al coinvolgimento, lo sviluppo motorio e lo sviluppo sensoriale.

Infatti, attraverso specifici esercizi, il piccolo può interagire in modo più efficace con l’ambiente e quindi migliorare quelle capacità come percezione visiva, tattile, spaziale e corporea, per esempio con esercizi di scrittura dedicati a migliorare la motricità fine delle mani e delle dita.

50 sfumature di robot

Ma questa molteplice natura degli obiettivi terapeutici, può influenzare lo sviluppo delle unità robotiche?

Assolutamente sì.

E’ possibile, infatti distinguere diverse categorie di robot, differenziate da determinati fattori strutturali.

Esistono, ad esempio robot umanoidi che hanno l’obiettivo di replicare il più possibile le fattezze umane e creare così interazioni il più possibile simili a quelle con umani.

Condividono lo stesso proposito anche le unità robotiche che assomigliano ad animali di pezza, come i cani di peluche.

Luci e Ombre della terapia robotica con autismo

La RAAT sembra dunque migliorare l’efficacia e l’efficienza dei trattamenti cognitivo-comportamentali

Tuttavia, sono diverse le caratteristiche che meritano ancora una certa attenzione in quanto potenziali limitazioni.

Ad esempio i costi di una terapia assistita da robot sono piuttosto esigenti, in quanto correlati soprattutto alla progettazione e alla realizzazione delle unità robotiche

Anche la formazione dei terapeuti andrebbe inserita nella voce spese.

Da qui si intuisce anche la necessità di elaborare percorsi standardizzati basati su una multidisciplinarietà dei professionisti convolti, sia che essi siano ingegneri che psicologi.

Altrettanto vero però è che questa possibile collaborazione tra professionisti diversi, permetterà una maggiore diffusione di contributi da varie discipline

E questo non può che giovare alla terapia.

Il progetto Dream

C’è poi un altro aspetto da considerare: attualmente, i robot sociali sono semplicemente controllati a distanza dai terapeuti.

E questo può facilmente essere considerato come un ulteriore compito che grava sulle spalle del terapeuta.

A tal proposito, il Progetto DREAM, ideato dall’Università di Portsmouth, mira a sviluppare un robot autonomo che minimizzi l’intervento del terapeuta in modo che possano concentrarsi maggiormente sul bambino e migliorare l’esito della terapia.

Il robot DREAM funzionerà anche come strumento diagnostico raccogliendo dati clinici durante la terapia.

Lo scopo è quello di catturare e analizzare i dati sensoriali dai bambini come gesti di movimento, sguardo, espressioni facciali, suoni e voce, e far capire al robot che cosa sta facendo il bambino in modo che possano avere una migliore interazione.

My Robot

Detto delle criticità, non possiamo però, trascurare i diversi punti a favore di questa innovativa terapia.

Prima di tutto vista la loro natura “informatica” se vogliamo, permettono di tracciare e monitorare i progressi del trattamento: questo lo rende personalizzabile e mirato alle specifiche esigenze del bambino.

E questo, data la variabilità che c’è tra le diverse sintomatologie, si presenta sicuramente come un enorme vantaggio per i clinici.

Se sei interessato a questa e altre tematiche, seguici sulla nostra Community di Psicologi Digitali cliccando qui.

Sitografia:

https://www.portale-autismo.it/definizione-di-autismo/

https://ita.sciences-world.com/robots-help-children-with-autism-47414

Questo articolo ha 0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top
×Close search
Cerca