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La Musicoterapia Gestita Da Un’I.A.

La musicoterapia gestita da un’I.A.

La musicoterapia è una disciplina basata sull’uso della musica come strumento educativo, riabilitativo o terapeutico.

Da tempo, è noto come l’ascolto e l’esecuzione di suoni e melodie possano agire sugli stati d’animo e sulle emozioni, in virtù delle loro proprietà rilassanti o stimolanti.

Tuttavia, più recentemente, l’interesse scientifico si è focalizzato sulla possibilità di sfruttare tale pratica come terapia complementare, in varie condizioni patologiche e parafisiologiche.

La musica “risveglia” i pazienti con malattie neurodegenerative

In questo senso, nel 2001, l’American Academy of Neurology, esaltò la musicoterapia come tecnica utile a migliorare le attività funzionali e a ridurre i disturbi del comportamento nel malato di Alzheimer, ma anche nel paziente affetto da demenza senile.

L’esperienza musicale può influenzare, infatti, molteplici ambiti, come:

  • le funzioni cognitive,
  • le capacità motorie,
  • lo sviluppo emozionale,
  • le abilità sociali,
  • la qualità della vita.

Una singola canzone può evocare una vasta gamma di sensazioni i cui effetti possono mantenersi per tutta la vita.

D’altronde, nelle persone con malattia di Alzheimer, le aree del cervello coinvolte nell’elaborazione della musica sono quelle che si degenerano per ultime.

Infatti, la prima ad essere compromessa è la memoria verbale, poi quella visiva e solo verso la fine la memoria musicale.

L’intelligente soluzione Artificiale

Tuttavia, la musicoterapia implica alcune barriere logistiche che non sempre possono essere superate come:

  • reperibilità di un musicoterapeuta soprattutto in zone poco servite,
  • costi della terapia,
  • disponibilità immediata del terapeuta.

Certo, se solo ci fosse una soluzione tascabile che consentisse di beneficiare degli effetti della musicoterapia a costi accessibili e in qualsiasi momento.

La svolta sembrerebbe arrivare direttamente da Canada e in particolare da LUID startup tecnologica per la salute digitale.

LUID infatti sta sviluppando una piattaforma di streaming musicale dotata di intelligenza artificiale per aiutare a ridurre l’ansia e altre forme di disagio.

Lo studio

Per testarne l’efficacia, l’azienda ha condotto uno studio clinico controllato che ha coinvolto oltre 160 partecipanti con ansia auto-riferita, suddivisi in quattro gruppi.

Un gruppo ha ascoltato una playlist di musica e battiti binaurali gestita dall’intelligenza artificiale.

Due gruppi hanno ascoltato solo musica o solo ritmi mentre l’ultimo gruppo ha ascoltato frequenza di rumore rosa, un particolare tipo di rumore in cui le componenti a bassa frequenza hanno potenza maggiore,

Ne è risultato che il gruppo sottoposto alla playlist di musica e ritmi basata sull’intelligenza artificiale ha ottenuto una riduzione significativa dell’ansia.

La musica somministrata dall’I.A. è unica per ogni ascoltatore, così da fornire un’esperienza completamente personalizzata in base alle esigenze e all’umore del paziente al momento dell’ascolto.

Il prossimo obiettivo è ridurre l’ansia nella demenza

Il prossimo obiettivo di LUCID è quello di partire da questi presupposti e perfezionare il suo prodotto per le persone con demenza.

E dovrebbe farlo con una terapia digitale denominata LUC-101 che dovrebbe vedere la luce entro il 2023.

Il progetto è sicuramente ambizioso rispetto al trattamento di partenza su adulti sani che soffrono di ansia.

Infatti malattie come l’Alzheimer privano il paziente delle capacità cognitive e questo rappresenta un grande ostacolo per lo sviluppo di trattamenti digitali per chi ha problemi neurodegenerativi.

Tuttavia LUCID è fiducioso che gli interventi che aiutano le persone sane a ridurre lo stress e l’ansia possono fare lo stesso anche in quelle affette da demenza.

Regalare un po’ di gioia ai pazienti

Evidenti sono le potenzialità di una piattaforma di streaming musicale basata sull’intelligenza artificiale.

Innanzitutto, alleviare l’ansia dei pazienti quando sono al di fuori di un ambiente clinico o lontano dal loro musicoterapeuta.

In questo senso, in futuro LUC-101 potrebbe presentarsi sotto forma di un’app in grado di fornire trattamenti personalizzati comodamente da casa.

Nel migliore dei casi sarebbe abbinata all’assistenza clinica insieme al trattamento di un musicoterapeuta, ma può comunque aprire l’accesso all’intervento musicale a milioni di persone che soffrono di malattie come l’Alzheimer.

Nei pazienti con demenza, la memoria musicale a lungo termine si conserva meglio.

Non a caso, i brani a cui i suoi pazienti rispondono meglio spesso provengono dalla loro infanzia, semplicemente perché ricorda loro i tempi in cui erano più felici.

Ascoltare la musica che piaceva loro quando erano più giovani riporta alla mente ricordi a lungo termine di un periodo della vita in cui si sentivano al sicuro.

Dunque, anche se non risolvesse il problema della neurodegenerazione, potrebbe aiutare a fornire ai pazienti e ai loro caregiver un po’ di gioia e leggerezza, offrendo perlomeno una buona ragione per cantare e ballare.

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Riferimenti

https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0259312

https://www.pharmastar.it/news/digital-medicine/lintelligenza-artificiale-applicata-alla-musica-potrebbe-aiutare-nelle-malattie-neurodegenerative-38629

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