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tDCS e VR: l’UER punta sull’innovazione

A Roma partirà nei prossimi giorni un progetto di Ricerca che vede protagonista l’innovazione. Il progetto di ricerca, che verrà nell’ambito del progetto di tesi sperimentale portato avanti da Federico Scirpa (con la supervisione del Prof. Claudio Imperatori) sarà rivolto a persone con aracnofobia e prevederà l’impiego di Virtual Reality (VR) e tDCS (Transcranial Direct Current Stimulation).

Al centro di questo importante processo di innovazione vi sono l’Università Europea di Roma e IDEGO Psicologia Digitale, che ha sviluppato il software immersivo Zoophobia VR.

Un’immagine del software ZOOPHOBIA VR

Zoophobia VR: cos’è?

ZOOPHOBIA VR è un software di Virtual Reality pensato per pazienti che manifestano fobie specifiche verso gli animali.
Il software consente di esporre l’individuo agli stimoli fobici in modo crescente, al fine di contro-condizionare la risposta d’ansia.

Il software ha un focus particolare sulla paura dei ragni e dei serpenti. Per ciascun animale sono previsti fino a 14 livelli, in cui l’attivazione è connessa a variabili quale la distanza, il movimento e il numero.

In base all’andamento dell’esposizione, sarà possibile:

  1. procedere verso lo step successivo
  2. tornare al precedente
  3. interrompere la visione qualora il paziente sperimentasse disagio.

In questo quadro il software si presenta come uno strumento non invasivo e sicuro di add-on terapeutico per il trattamento delle zoofobie.

tDCS: come funziona?

La tDCS, nata in Italia e oggi usata in tutto il mondo; é una tecnica di facile applicazione con cui é possibile stimolare diverse parti del cervello in modo non invasivo, efficace e indolore.

Non presenta effetti collaterali significativi (le più frequenti percezioni riscontrate sono un leggero pizzicorio/prurito/calore all’inizio della stimolazione nei punti in cui sono posizionati gli elettrodi).

La stimolazione tDCS consiste in una debole corrente elettrica continua all’intensità costante di 1-2 mA. Non è percepibile dalla persona e viene applicata allo scalpo tramite una coppia di elettrodi

Questa tecnica, attraverso il flusso di corrente da un elettrodo all’altro, modifica i potenziali di membrana dei neuroni. Ciò permette di modulare l’eccitabilità della corteccia cerebrale e quindi l’attività neuronale del cervello.

La funzionalità dell’area stimolata può aumentare o diminuire, producendo effetti a livello cognitivo e comportamentale per un tempo che permane oltre la durata della stimolazione.

Obiettivi della ricerca

L’obiettivo della ricerca è valutare l’efficacia della stimolazione cerebrale durante l’esposizione in VR. Il disegno sperimentale si propone come trattamento alternativo per pazienti che soffrono di fobie specifiche, in particolare l’aracnofobia.

La letteratura scientifica supporta l’ipotesi che la stimolazione di regioni cerebrali target, coinvolte nella sperimentazione della paura, può diminuire la paura appresa e l’ansia dovuta all’esposizione allo stimolo fobico.

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