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Ecco Pepper: Il Robot Che Aiuta A Superare L’ansia

Ecco Pepper: il robot che aiuta a superare l’ansia

Nei prossimi due anni, presso la Pediatria di Padova, ci sarà Pepper: un piccolo robot. Il suo compito sarà quello di calmare l’ansia prima di un esame che preveda l’anestesia.

L’idea di portare un robot all’interno di un ospedale è stata di Roberto Mancin  responsabile dello sviluppo di sistemi e tecnologie informatiche innovative del Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino dell’Ospedale Universitario di Padova.

Pepper è un robot umanoide e nei prossimi mesi giocherà con tutti i bambini che si recheranno presso l’Ospedale di Padova per fare un esame. Conosciamolo meglio.

Pepper è sul mercato giapponese da circa due anni, è alto un metro e venti, bianco e snodabile, pesa 30 chili e parla 21 lingue fra cui l’italiano.

Pepper è poi in grado di comprendere alcune emozioni, grazie ad appositi sensori e all’intelligenza artificiale: può ridere con noi oppure consolarci se siamo tristi.

Fino ad oggi è stato utilizzato principalmente come oggetto domestico e non è certo nato come strumento terapeutico. La robot therapy è infatti una novità assoluta in Italia.

“E’ ovvio  il nostro robot non può essere utilizzato al posto dei farmaci. E’ complementare alla necessaria sedazione farmacologia, anche se in alcuni casi è stato possibile somministrare dosi minime di sedativi. Certo, fino ad ora la sperimentazione è avvenuta su un piccolo campione di pazienti. Ma si tratta di uno studio pilota che ci stimola a proseguire su questa strada”.

Uno studio sulla robot therapy è stato portato avanti da Giovanni Poggi che nella sua tesi di laurea in infermieristica pediatrica: l’impiego di umanoidi robotici aiuterebbe i più piccoli a gestire l’ansia preoperatoria.

“Si è visto- afferma Mancin- che con la robot therapy si dimezzano in pochi minuti, almeno nel nostro piccolo campione, i livelli di ansia e paura nei bambini. In 4 casi abbiamo constatato la remissione totale di paura e ansia, in altri 3 casi la terapia sedativa ha richiesto un minor utilizzo di farmaci e, quindi, prodotto un risveglio più veloce. Il robot, che tranquillizza i bambini, ha ridotto l’ansia del 50% nei pazienti di 3-6 anni e del 72% in quelli di 7-10 anni. Più difficile è stato con i ragazzini di 11-16 anni, che non sono interessati ad un giocattolo sofisticato alto 60 centimetri”.

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