
La ‘sextortion’. Black Mirror Style
Quattro uomini inglesi si sono tolti la vita nello scorso anno dopo essere stati vittime di estorsione, nello specifico vittime di sextortion, concetto familiare ai fan della serie ‘Black Mirror’; nel terzo episodio della nuova stagione (Shut Up and Dance) viene presentato proprio questo tema, in modo disorientante, stravagante e – come al solito – incredibilmente plausibile.
Ma cos’è la sextortion?
La sextortion è una pratica messa generalmente in atto da gruppi criminali organizzati che attirano in webcam la vittima e dopo averla convinta a praticare giochi erotici (o più semplicemente a spogliarsi), la registrano e la ricattano. I suddetti gruppi criminali si servono di esche, ossia ragazze, generalmente attraenti e spigliate, per attirare la vittima di sextortion nella trappola. Nella sextortion viene chiesto alle vittime di pagare – in tempi molto stretti – una somma di denaro in cambio della non divulgazione del filmato ‘hot’.
I quattro uomini inglesi – secondo quanto ricostruito – si sarebbero tolti la vita di fronte alla possibilità che i video venissero diffusi tra i familiari e gli amici.
Il primo passo di chi mette in atto questo tipo di estorsione è quello di costruirsi un’identità online che possa ‘agganciare’ la potenziale vittima, per poi tentare di attirarla nella trappola. Passati in webcam, su Skype o su Facebook, si passa ai giochi erotici, o comunque si invita la vittima a spogliarsi per praticare del cybersex. Gli atti sessuali vengono così ripresi e registrati, e la vittima viene ricattata: “se non ci paghi condivideremo questo materiale con tutti i tuoi amici e conoscenti”. Uno degli step infatti, come riporta l’Huffington Post, sembra essere quello di appropriarsi della lista degli amici di Facebook, a cui poi poter inviare il filmato in caso di mancato pagamento. Dal 2015 ad oggi il numero di persone che dichiarano di essere state vittime di pratiche come questa è aumentano notevolmente, arrivando quasi a triplicarsi. Secondo la Press Association, nell’ultimo anno si sarebbe arrivati a 864, da 385.
E nel nostro Paese? Nel 2012 le denunce raccolte sono state 170, 230 nel 2013 e più di 300 nel 2014. Un numero sempre crescente. Va inoltre considerato, come avviene per tutti i crimini online, che i numeri reali superano di gran lunga le statistiche.
Le quattro vittime sono inglesi e a tal proposito Martin Hewitt, assistent commissioner della Polizia nazionale inglese, ha detto a riguardo:
“E’ un fenomeno che fa paura. Il punto è che nell’ultimo anno quattro uomini si sono tolti la vita dopo essere rimasti vittime di questa procedura in quanto credevano di non avere nessuna possibilità di uscirne.
Questi gruppi criminali sono ben strutturati, puntano a prendere ‘pochi soldi’ (500-1000 dollari ndr), velocemente, da più persone possibile. La percentuale più alta di vittime si trova nella fascia 21-30 anni e riguarda principalmente gli uomini.
I gruppi criminali individuati lavoravano dal Marocco e dalle Filippine.”
Il consiglio per tutte le vittime di sextortion è “non andate nel panico, non pagate, interrompete le comunicazioni, conservare le prove e rivolgetevi alla polizia”.

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