skip to Main Content
VR E Fobie: Le Tecniche Espositive In Virtuo

VR e fobie: le tecniche espositive in virtuo

Sono molti gli studi che hanno dimostrato l’efficacia delle terapie basate sull’esposizione nel trattamento di disturbi d’ansia e fobie specifiche (Barlow, 2002; Deacon, Abramowitz, 2004; Richard et al., 2007), in cui l’esposizione allo stimolo ansiogeno-fobico rappresenta una componente comportamentale di un protocollo terapeutico più ampio utile al soggetto per prendere distanza critica dalle proprie credenze irrazionali.

Diversi interventi di matrice comportamentale per i disturbi d’ansia, come per le fobie, prevedono una graduale e sistematica esposizione agli stimoli ansiogeni. Mediante un’esposizione reiterata e prolungata del paziente, la risposta ansiosa diminuisce grazie ad un processo di assuefazione (Wolpe, 1958). In altre parole, esporre gradualmente la persona fobica allo stimolo scatenante aiuta il paziente a «familiarizzare» progressivamente con l’oggetto della sua fobia, aumentando la sua sicurezza e la sua capacità di correre un rischio controllato.

A fianco ai tradizionali protocolli terapeutici di esposizione, in vivo e immaginativo, l’avanzare dei mezzi tecnologici ha permesso di sviluppare una nuova modalità di esposizione: la realtà virtuale (VR).

A partire dagli anni 2000 sono numerose le pubblicazioni internazionali che indicano come la VRET, Virtual Reality Exposure Therapy, sia una prospettiva realistica, efficace e ben funzionante.

La Virtual Reality (VR) permette di indurre esperienze sensoriali di luoghi o oggetti, reali o immaginari, che vengono simulati per mezzo di tecnologie informatiche. Attraverso un HMD (head mounted display) con apposite cuffie, il soggetto vive in prima persona la sensazione di coinvolgimento grazie a segnali visivi ed uditivi, ed alla possibilità di interagire con movimenti di corpo, testa e arti.

Rispetto all’esposizione immaginativa e in vivo, la in virtuo exposure presenta diversi vantaggi, risultando maggiormente immersiva da un lato e garantendo dall’altro un controllo superiore delle variabili fondamentali dello stimolo fobico:

  • numero;
  • movimento;
  • dimensione;
  • distanza;
  • gli scenari di esposizione possono essere interrotti, ripresi o ripetuti per il tempo necessario;
  • lo stimolo fobico può apparire, scomparire o ripetersi ogni volta che il terapeuta lo ritiene opportuno;
  • l’ordine di apparizione può essere controllato così come il luogo in cui avverrà l’esposizione.

 

Le simulazioni virtuali offrono dunque il vantaggio di poter essere gestite facilmente e possono avere un effetto molto rassicurante per i pazienti. Questo permette di lavorare sulle convinzioni e i comportamenti disfunzionali in una situazione simile a quella in vivo, ma controllata.

Lascia un commento

Back To Top
×Close search
Cerca