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Pronti Per La Prova Costume? Parte La Dieta Digitale!

Pronti per la prova costume? Parte la dieta digitale!

Dopo un anno di lavoro sfiancante, di ore trascorse imbottigliati nel traffico, di salti mortali compiuti per incastrare tutti gli impegni, finalmente si va in ferie! Tempo di valigie dunque,  e di scegliere sapientemente cosa portare con noi e cosa lasciarci indietro.

 

Ma qual è l’oggetto che “appesantisce” maggiormente il nostro bagaglio? Secondo una ricerca condotta dalla Intel Security Group potrebbe essere il vostro smartphone!

Se solo l’idea di lasciarlo a casa vi fa sudare freddo, questo è l’articolo che fa per voi, testimoni attivi della nuova paura che attanaglia il mondo: la Nomofobia, letteralmente ‘No Mobile Phone Phobia’, la paura di rimanere senza il proprio telefono cellulare (Prunesti, Perciavalle, 2016).

 

Non pensate di essere i soli a trascorrere una buona parte del tempo a fissare lo schermo del telefono. Le statistiche difatti rivelano che, rispetto al 2015, il numero di persone che utilizza dispositivi mobile è cresciuto del 4% (più di 141 milioni in un anno), e che il dato maggiormente in crescita riguarda le persone che accedono ai social network da dispositivi mobile: ben il 17%, ovvero 283 milioni di persone.

 

Ma perché non riusciamo a fare a meno dello stare connessi?

Sicuramente le ragioni sono molteplici. Secondo Gary Small, professore di psichiatria, non bisogna per forza essere internet-dipendenti per ritrovarsi a lottare contro le lusinghe della rete. Difatti, quando siamo connessi, ci sembra di provare una piacevole scossa di buon umore, una sorta di euforia da Web. Le ragioni risiedono nei cambiamenti chimici del cervello, nei quali viene coinvolto il neurotrasmettitore dopamina. Questo elemento è considerato un messaggero cerebrale che modula tutte le attività che comportano benessere, ricompensa, esplorazione e punizione. La dopamina trasmette così impulsi al centro del piacere, spingendoci a ripetere una certa azione (Booth, 2014).

Un altro meccanismo che interviene è il condizionamento operante: nei siti orientati socialmente, un esempio su tutti Facebook, la ricompensa al nostro comportamento è l’attenzione e la stima ricevuta dagli altri, non tanto dalle persone sconosciute, ma da quelle alle quali sappiamo dare anche un volto e un nome. Questo fungerebbe da rinforzo al comportamento on-line e spingerebbe l’individuo ad impiegare sempre più energie nel curare e coltivare la propria vita virtuale (Borgato, Capelli, Ferraresi, 2009).

Inoltre, la vita che conduciamo ogni giorno e l’inquinamento informatico che subiamo, rallenta i nostri circuiti mentali, ci appesantisce, ed è per questo motivo che abbiamo la necessità di scaricarci.

 

Il concetto di dieta mediatica è uno dei più importanti tra quelli scaturiti nel corso degli anni dai Rapporti Censis-Ucsi sulla comunicazione. Con questo termine si definisce il fitto sistema di relazioni e interazioni che si determinano in ciascun soggetto in base alla sua capacità di orientarsi nel mondo, non solo grazie all’impiego di un numero più o meno ampio di media, ma anche in base alla qualità intrinseca dei mezzi di comunicazione (Nono Rapporto sulla comunicazione, 2011).

 

La domanda che dobbiamo porci allora è: quanto pesa il web nelle nostre vite?

Il critico statunitense Daniel Sieberg nel suo libro “La dieta digitale: come spezzare la vostra dipendenza digitale e riguadagnare equilibrio nella vostra vita” ci informa su come lo scopo di una dieta digitale sia innanzitutto quello di restituirci il controllo sull’uso della tecnologia, impedendo che essa controlli noi. L’obiettivo è quello di giungere ad una vera e propria disintossicazione, attraverso quattro step che partono con il calcolare il proprio peso digitale e procedono con l’allungare l’astinenza dal weekend a tutta la settimana, con l’auspicio di non tornare più ai livelli di connettività precedenti.

 

Un momento propizio per staccare la spina è proprio il periodo di vacanza, in quanto esistono molte altre attività da fare piuttosto che fissare lo schermo del nostro smartphone. In vacanza si può ristrutturare il proprio tempo rendendolo efficace ed efficiente, rispettando se stessi, l’ambiente che ci circonda e le relazioni che viviamo. Ci si può focalizzare più sul presente e sugli stimoli che abbiamo intorno, e vivere le relazioni più dal vivo. Per questi motivi gli operatori turistici si stanno già attrezzando per la nuova tendenza del “digital detox”. Queste formule di soggiorno escludono internet e cellulari, e nell’all inclusive si richiede ai viaggiatori di lasciare la tecnologia a casa, o di riporla in apposite cassaforti all’arrivo.

 

Dunque, prima di andare in vacanza, siete pronti a calcolare il vostro peso virtuale?

 

METODO PER OTTENERE IL VOSTRO PESO VIRTUALE

  • Per ogni telefono non fisso che avete segnate 3 punti;
  • Per ogni laptop che possedete segnate 1 punto;
  • Per ogni tablet che possedete segnate 2 punti;
  • Per ogni e-reader che possedete segnate 1 punto;
  • Per ogni servizio si sms che utilizzate segnate 5 punti;
  • Per ogni identità che avete online e che vi richiede un login diverso, segnate 5 punti;
  • Per ogni computer da tavolo che possedete segnate 1 punto;
  • Per ogni account di posta che utilizzate segnate 2 punti;
  • Per ogni macchina digitale che avete segnate 1 punto;
  • Per ogni altro gadget che non rientra in queste categorie ma ha bisogno di un caricatore aggiungete 1 punto;
  • Per ogni blog che scrivete o su cui commentate aggiungete 2 punti.

 

LIVELLO BASSO

Punteggio ottenuto di 24 punti o meno. Una dieta digitale, in questo caso, può aiutarvi a mitigare lo stress.

LIVELLO MEDIO

Punteggio ottenuto da 25 a 35 punti. Una dieta digitale può aiutarvi a migliorare la vostra salute e il vostro benessere.

LIVELLO ALTO

Punteggio ottenuto di 36 punti o più. Abbassare il vostro livello di dipendenza può cambiare completamente la qualità della vostra vita.

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