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L’illusione Del Dottor Web…

L’illusione del Dottor Web…

Se lo studio medico che più frequenti è la tua scrivania, se l’ultimo dottore a cui hai esposto i tuoi sintomi è la barra di un motore di ricerca, se le consulenze più attendibili sono quelle proposte sui forum e se la diagnosi che meglio sintetizza i tuoi malanni è sempre la peggiore tra quelle che la rete offre, allora soffri di cybercondria.

Nel 2008 i ricercatori Microsoft Ryen White e Eric Horvitz, attraverso uno studio sistematico delle ansie in tema di salute, hanno definito la cybercondria come l’escalation infondata di preoccupazioni riguardo una sintomatologia comune, basata sui risultati delle ricerche e sugli articoli trovati sul web.

 

La cybercondria riguarda il desiderio e il bisogno di effettuare un’auto-diagnosi circa i propri sintomi e la ricerca di un vissuto simile al proprio. È comunemente chiamata anche Ipocondria 2.0.

Questo fenomeno, dovuto all’avvento delle nuove tecnologie, può essere considerato l’evoluzione della cara e vecchia ipocondria. Il web è una fonte abbondante di informazioni mediche, che possono essere di aiuto per comprendere meglio sintomi e patologie poco comprensibili a chi non è del mestiere. Tuttavia, il rischio è quello di aumentare l’ansia, nel momento in cui la ricerca diviene ossessiva e totalmente acritica.

Spesso gli utenti si soffermano ai primi tre link in cima alla lista e dopo aver letto il materiale, tendono ad enfatizzare il proprio malessere. La correlazione tra sintomo e patologia riscontrata su Internet conduce verso una diagnosi spesso esasperata: una semplice emicrania si trasforma in un tumore cerebrale, un dolore al braccio in un infarto e così via. Una iniziale ricerca di rassicurazioni diviene con il tempo irrefrenabile e frenetica, e più abbiamo sete di conoscenza, più ci sembra che internet ci offra tutte le informazioni che stiamo esattamente cercando.

Ma cos’è che caratterizza il cybercondriaco, l’ansia per la propria la salute o l’illusione del proprio benessere? Una cosa è certa, il Dottor Web ci illude di possedere un potere che in realtà non abbiamo.

 

di Costanza Zanini

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