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DSA E Tecnologia. Le App A Sostegno Della Dislessia

DSA e tecnologia. Le App a sostegno della dislessia

Negli ultimi anni si pone sempre maggiore attenzione alla scuola, alle sue dimensioni educative, sociali e relazionali. Sempre più spesso, rispetto al passato, si parla di disturbi, difficoltà e bisogni speciali.

Grazie anche al contributo che le nuove tecnologie hanno apportato alla ricerca e alle strategie di riabilitazione, questi disturbi evolutivi spaventano sempre meno e sono in grado di essere gestiti senza incorrere in discriminazioni e difficoltà di inserimento.

Il disturbo sicuramente più diffuso in ambito scolastico e di cui più spesso sentiamo parlare è la Dislessia.

Ma come si manifesta e come si riconosce?

La dislessia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) e la principale caratteristica è la specificità, ovvero la capacità di interessare solo uno specifico dominio di abilità: la lettura (Meazzini, 2002).

Questo disturbo si manifesta attraverso una lettura scorretta e/o lenta e può rivelarsi anche nella difficoltà di comprensione del testo scritto. La velocità di lettura e l’accuratezza sono elementi fondamentali, ma non sono i soli. Una diagnosi funzionale neuropsicologica, infatti, deve indagare non solo gli aspetti più evidenti, ma anche quelli più nascosti, come il sistema attentivo e la memoria, che sono alla base di apprendimenti complessi come la lettura (Benso, 2011).

Ma al di là delle problematiche nell’apprendimento, la dislessia comporta rischio di isolamento per i ragazzi che ne sono affetti. Spesso, infatti, compagni e addirittura insegnanti, credono meno dotati ed intelligenti i ragazzi con questo tipo di disturbo, ma non è assolutamente così che stanno le cose.

In realtà la dislessia viene concepita come il risultato di un talento percettivo che è stato integrato nel processo mentale e proprio per questo vissuto come naturale, quanto il respirare (Davis, 1998). Non è un caso che alcune delle menti più illustri (Ludwig van Beethoven, Michelangelo Buonarroti, Lewis Carroll, Winston Churchill, Agatha Christie, Charles Darwin, Leonardo Da Vinci, Walt Disney, Albert Einstein, Galileo Galilei, Isaac Newton e molti altri) fossero dislessici.

E, inoltre, con questo tipo di disturbo si convive tranquillamente. Leggendo infatti le testimonianze di dislessici adulti, ci si trova frequentemente di fronte ad alcune curiosità riferite agli accorgimenti elaborati per aggirare gli ostacoli insiti nelle attività della vita quotidiana (Genovese, Ghidoni, Guaraldi, 2011). Questi accorgimenti sono le cosiddette strategie compensative, ovvero l’insieme di procedimenti e stili di apprendimento in grado di ridurre, se non proprio eliminare, i limiti del disturbo (Fogarolo, Scapin, 2010).

Ed è proprio a supporto di queste strategie che entra in campo la tecnologia, in quanto può assumere un ruolo significativo nei processi di apprendimento poiché si caratterizza sempre di più come strumento sociale, culturale ed educativo.

Esistono per questo motivo le TIC, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, supporti digitali che possono essere impiegati nella didattica. Sono tecnologie molto utili, in quanto centrate sugli aspetti didattico-cognitivi, molto potenti perché sfruttano la capacità di superare le barriere di spazio e tempo che solo la tecnologia può valicare (Alberti, Bertelli, 2005). L’utilizzo di questi strumenti compensativi informatici è inoltre previsto dal testo di Legge 170/2010 che stabilisce le nuove norme in materia di disturbi specifici dell’apprendimento in ambito scolastico.

Ad oggi il più diffuso e praticato strumento informatico è l’impiego dei software, ed il più famoso è il Leggixme, realizzato dall’ex docente Giuliano Serena nel 2006. Un altro software molto utilizzato è anche il iwinABC, sviluppato da Roberto De Lorenzo.

Ma sempre più velocemente si sta diffondendo l’uso di uno strumento tecnologico molto semplice da adoperare e anche più pratico: il cellulare. L’impiego delle app da scaricare sullo smartphone è infatti in rapido aumento, poichè sembra essere uno strumento più comodo e fruibile per i genitori e gli stessi ragazzi.

Una delle app più scaricate è iwinABC Dyslexia, disponibile solo su App Store nella versione completa a pagamento (€ 21,99) e nella versione Lite gratuita. Questa applicazione è pensata per la lettura dei testi con scansione in sillabe o parole, in cui il contenuto del testo può essere scandito elemento per elemento in modo controllato e regolabile in base alle esigenze del lettore.

Molto utilizzata è anche l’app Supermappa, realizzata dalla Cooperativa Anastasis, attraverso la quale possono essere costruite mappe concettuali e cognitive, strumenti molto utili per rappresentare ed apprendere ogni argomento in modo grafico e sintetico.

La dislessia quindi, molto più diffusa di quanto si pensi, è oggi più facilmente gestibile di quanto lo era un tempo. Le nuove tecnologie possono così costituire un validissimo supporto non solo per i bambini e gli adulti affetti dal disturbo, ma anche per gli educatori, gli psicologi, i docenti e i genitori.

 

Segnaliamo di seguito alcune app utili:

  • Dislessia-Test di autoanalisi
  • Cool reader
  • Vocab Builder
  • Di facile lettura
  • Go Read
  • Words Words Words
  • Fondimi

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