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Come Impostare Una Relazione Sana Con Il Proprio Smartphone

Come impostare una relazione sana con il proprio smartphone

Il dibattito sulla dipendenza da smartphone e sui rischi ad essa correlati è più aperto che mai, specialmente al giorno d’oggi, in cui ci definiamo tutti liberi ed indipendenti ma, nella migliore delle ipotesi, teniamo lo smartphone al massimo ad una ventina di cm di distanza da noi. E così, anche chi sostiene di non essere amante delle lunghe telefonate o di preferire la lettura di un buon libro ad un’occhiata al social Network, probabilmente dovrà ammettere che perdere il cellulare – o anche solo averlo scarico – per mezza giornata, potrebbe dargli non poco pensiero.

Si sa che i rischi correlati all’abuso di tecnologia possono essere fisici e psicologici, ma anche che rinunciare agli agi dello smartphone sarebbe praticamente impensabile.

Quindi, come si può stabilire una relazione sana col proprio smartphone?

Consapevolezza

È importante diventare consapevoli dell’importanza che diamo al nostro smartphone. Molte questioni dovrebbero farci riflettere: la sensazione di vuoto che ci assale quando crediamo di averlo perso o quando non c’è campo, la necessità di controllare se l’amica ha risposto al messaggio (o se lo ha visualizzato) o l’incontrollabile curiosità di vedere se qualcuno ha commentato il nostro post. Divenire consapevoli del ruolo e dell’importanza che diamo al nostro smartphone è il primo passo per instaurare con esso una relazione sana.

Il proprio tempo

Quanto tempo passiamo sul nostro smartphone? Da uno studio condotto lo scorso anno dall’agenzia americana Dscount su 94 persone emerge che in media tocchiamo il nostro smartphone 2817 volte al giorno. In tale ricerca si sono osservati gli utenti ininterrottamente per cinque giorni e si è mostrato come la maggior parte dell’utilizzo giornaliero degli smartphone sia connessa perlopiù a operazioni meccaniche poco utili, come controllare continuamente se si ha ricevuto qualche messaggio o qualche like. Esistono, inoltre, app che monitorano il tempo di utilizzo dello smartphone e che, in alcuni casi, possono avvisarci quando si sta superando il limite di tempo da noi preimpostato. Sebbene si possa di rimandare questa “fastidiosa sveglia” che ci sbatte in faccia la realtà e continuare a trascorrere tempo con lo smartphone, indubbiamente tale avviso per molti risulterà un’occasione di riflessione.

Le soluzioni per stabilire una sana relazione col proprio smartphone ed evitare di trascorrervi sopra troppo tempo potrebbero essere molteplici: darsi un tempo limite di utilizzo, darsi un orario o più fasce orarie per controllare e-mail, messaggi, commenti ai post, eliminare le notifiche per non essere continuamente reperibili e disturbabili. Stabilire dei tempi, durante la giornata, in cui ci si concede di star lontani dagli smartphone, può servire a “disintossicarsi”, a recuperare la concentrazione, a sentirsi liberi dall’obbligo di rispondere in qualunque momento ed impegnarsi senza distrazioni in un lavoro o in una bella conversazione.

Il proprio spazio

Avere una relazione sana col proprio smartphone significa anche evitare che esso entri in ogni nostro spazio, sia esso il nostro letto, la tavola o la toilette. È bene stabilire degli spazi in cui l’accesso allo smartphone non sia consentito e ritagliarsi delle aree private in cui stare soli o in cui curare relazioni concrete.

Il coraggio

Sapere di poter continuamente ed immediatamente contattare amici, pubblicare post, commentare foto, condividere pensieri e attività  da una parte ci fa, talvolta, sentire in obbligo di rimanere sempre connessi, aggiornati, sintonizzati, dall’altra ci dà una certa sicurezza nel sapere che qualcuno – anzi qualcosa – ricorderà eventi al posto nostro e ci avviserà con notifiche per qualunque novità o ricorrenza. Questo ci porta a dover o voler immortalare ogni evento, fotografando e filmando qualunque cosa, facendoci credere che sia più importante registrarlo e condividerlo, piuttosto che viverlo. Non essendo food-blogger, fotografiamo piatti a gogo: abbiamo foto di pietanze che difficilmente riguarderemo e che abbiamo mangiato senza degustare, perché troppo impegnati a scegliere astuti filtri e hashtag. Cosa ci manca? Il coraggio di rischiare, di vivere un’esperienza senza immortalarne ogni suo aspetto, liberandoci dall’ansia di poter dimenticare e riuscendo finalmente a gustare.

In conclusione

Digital detox, mindfulness, attività in cui non siano contemplati gli smartphone, passeggiate all’aria aperta sono sicuramente soluzioni efficaci per disintossicarsi un po’ dall’abuso tecnologico. Essere consapevoli del ruolo che vogliamo attribuire al nostro smartphone nelle nostre giornate è il primo passo per stabilire con esso una relazione sana ed evitare, così, gli innumerevoli rischi connessi all’abuso tecnologico.

 

BIBLIOGRAFIA

Colombo, F. (2014). La parabola narcisistica nei media. Sociologia: Rivista quadrimestrale di Scienze Storiche e Sociali, (2-2014), 33.

Mazzucchelli, C. (2017). 100 strategie analogiche per resistere al digitale (e allo smartphone). Milano: Delos.

Subioli, P. (2018). Ama il tuo smartphone come te stesso: Essere più felici al tempo dei social grazie alla digital mindfulness, Milano: il castello.

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