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Ansia Da Spoiler: Quando La Cultura Globale Va Troppo Veloce

Ansia da spoiler: quando la cultura globale va troppo veloce

Spoiler è una parola di origine inglese, viene dal verbo “to spoil” che significa “rovinare”.

Spoiler consiste nella diffusione di un’informazione che riguarda un film, un libro o un videogioco, che rivela particolari fondamentali, se non il finale stesso. È un concetto che si è diffuso ed è diventato popolare soprattutto nell’era di internet, incarnando l’idea secondo la quale la vita viaggia sempre più rapidamente e noi siamo in continua corsa contro il tempo per paura di rimanere indietro.

Ebbene sì, lo spoiler non è solo legato alla terribile sensazione che ci venga rivelata la fine di un telefilm o un passaggio fondamentale della serie che stiamo seguendo, ma ha a che fare con il concetto di ‘tempo’.

A tale proposito è importante citare i risultati di due ricerche che sono state condotte su questo tema.
La prima è quella della
University of California di San Diego, che ha pubblicato il risultato di un interessante studio condotto nel 2011, secondo il quale gli spoiler aiuterebbero addirittura le persone a godersi di più le storie. La seconda è stata pubblicata dall’Università di Amsterdam, nel 2015, che ha smentito l’ipotesi statunitense e ha confermato quello che abbiamo sempre pensato: gli spoiler rovinano il divertimento.

I ricercatori olandesi hanno chiesto a 412 studenti di dire la loro sul tema, ottenendo come risultato che le storie spoilerate sono considerate meno divertenti, meno ricche di suspense e meno coinvolgenti.

La vera grande verità è che ad influenzare la nostra reazione e il nostro comportamento in seguito ad uno spoiler è, ancora una volta, il nostro carattere e la nostra personalità. Ne deriva che persone più emotive ed irrazionali, preferirebbero le trame non spoilerate, per non rinunciare al brivido e all’emozione derivante dalla suspense e dal colpo di scena. Al contrario, potremmo essere in grado di goderci di più una storia se sapessimo cosa sta per succedere. È il caso delle persone più cognitive e razionali che preferirebbero, dunque, le storie spoilerate. Forse è perché gli spoiler ci consentono di prepararci quando sta per arrivare qualcosa di grosso.

A rendere così terribile e temuto l’atto dello spoiler, non è tanto il contenuto stesso, quanto il semplice fatto che qualcosa possa essere “rovinato” e che possa essere violata la nostra libera scelta di non voler sapere qualcosa.

Ma in un mondo in cui la comunicazione è così facile, veloce e fruibile da tutti, come fare a difendersi dai contenuti che non vogliamo sapere? Il problema dello spoiler è una minaccia alla nostra libertà di scelta, che questo avvenga durante una chiacchierata con qualcuno o attraverso internet e i social network non importa, ecco perché sono state create alcune estensioni del browser Chrome che blocca gli spoiler. Si tratta di un sistema che farebbe da filtro alle anticipazioni indesiderate che spesso girano su piattaforme social come Facebook e Twitter, identificando gli spoiler inerenti a serie e programmi televisivi, libri e film e rimuovendo queste informazioni dal flusso di post e cinguettii fino a quando non si è in pari con le puntate in onda o non si arriva alla fine di una storia.

Ma, se da una parte nascono dei sistemi per far fronte a questo fenomeno o delle regole del “galateo dello spoiler” che impongono, almeno su internet, di segnalare con la dicitura “attenzione spoiler” qualsiasi anticipazione, come unico e sopravvissuto stendardo del “navigatore avvisato mezzo salvato”, dall’altra ci sono siti che permettono di scoprire che tipo di spoiler siamo. E’ il caso di Netflix, che attraverso un questionario autosomministrabile on-line, individua addirittura 5 profili dello spoiler.

E voi che tipo di spoiler siete? Siete a caccia di anticipazioni o schivate qualsiasi notizia che possa rovinarvi la sorpresa?

Ognuno di noi ha una concezione personale di cosa sia uno spoiler. C’è chi reputa qualsiasi anticipazione dannosa ed evita persino trailer o sommari di libri e chi, invece, va alla costante ricerca di anteprime perché vuole sapere tutto, ancor prima di iniziare. La cosa importante rimane lasciare agli altri la possibilità di decidere cosa vogliono sapere o meno, definendo e avvertendo gli utenti delle modalità in cui verrà applicata la spoiler policy.

Il terrore degli spoiler deriva, quindi, da una “spaccatura temporale” tra l’accelerazione continua della cultura globale e della velocità con cui vengono diffuse le informazioni in rete e la nostra continua corsa per non perdere il passo.

Ciò che è peggio è che ci troviamo calati in questo vortice in cui è sempre più difficile far valere il nostro potere decisionale. Gli spoiler, così tanto temuti, non sono altro che sprazzi di un futuro che è già qui e che ci sfreccia accanto, diventando in un attimo passato, mentre noi siamo fermi e inermi al centro di queste forze concentriche.

Ma se la tecnologia altera la nostra percezione del tempo, sta ad ognuno di noi trovare la strategia giusta per difendersi, ‘premendo pausa’ ogni volta che il mondo esterno, girando troppo veloce, non rispetta il nostro mondo interno.

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