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4 Motivi Per Cui Le “relazioni Web” Sono Apparentemente Più Semplici

4 motivi per cui le “relazioni web” sono apparentemente più semplici

Il terzo millennio sembra essere caratterizzato dalla più epocale crisi della relazione face-to-face, a favore di quella web-mediata.

Le principali difficoltà che generalmente si incontrano nell’instaurare dei legami “reali” sarebbero:
  • riuscire ad avere interazioni frequenti nonostante i ritmi di vita frenetici,
  • trovare persone che abbiano interessi simili ai nostri,
  • superare la timidezza o l’ansia sociale (Riva, 2014).
I nuovi media rappresentano – in questo senso – una risposta efficace.
McKenna e colleghi (2002) hanno identificato le principali motivazioni che renderebbero le relazioni web-mediate apparentemente più ‘semplici’.

Vediamole brevemente:

  • La possibilità di superare le barriere spaziali. Grazie ad internet è possibile mettersi in contatto diretto anche con persone fisicamente molto distanti;
  • La comunicazione ‘iperpersonale’. Le persone sono tendenzialmente più disposte ad aprirsi su internet che off-line, grazie all’effetto disinibente proprio dell’ambiente virtuale (anche denominato “effetto stranger on the train”);
  • Un elevato livello di idealizzazione. I vuoti informativi dovuti alla scarsità di dati relativi all’altro – si pensi all’assenza della corporeità – possono provocare un aumento del livello di idealizzazione (poiché sono spesso colmati dalle proprie aspettative);
  • Minore influenza dei fattori situazionali. Il controllo che si può mettere in atto sulla propria identità virtuale diminuisce l’influenza di fattori come l’aspetto fisico o lo status sociale ed economico.
Il linguaggio utilizzato nelle relazioni web-mediate è poi tendenzialmente conciso e lo scambio d’informazioni immediato. In assenza del corpo mancano i corrispettivi somatici delle emozioni – come ad esempio la variazione del ritmo cardiaco o della respirazione – e questo può aprire ad una varietà d’interpretazioni. C’è il rischio infatti che una personalità più fragile non valuti le diverse interpretazioni che emergono dalla comunicazione via web, tenendo conto esclusivamente dei significati che, in un verso o nell’altro, ‘desidera’ considerare. Lo schermo protettivo può in questo caso svolgere il ruolo di persecutore, divenendo uno specchio contenente aspetti proiettivi.
Allo stesso tempo, però, alcuni studiosi (Carotenuto, 2000; Gill et al., 2005) hanno voluto evidenziare l’utilità dei mezzi tecnologici di comunicazione ed il loro apporto alla relazione interpersonale (Lancini – Turuani, 2009). Il web ha infatti moltiplicato le occasioni di scambio, e la mancanza del corpo permetterebbe di controllare la propria insicurezza e di instaurare relazioni autentiche. Altri autori (Katz – Sugiyama, 2006) considerano la comunicazione tramite ‘social media’ in grado di sostenere lo sviluppo dell’autoefficacia, configurandosi come mezzo a sostegno della formazione della socialità; favorirebbe, infatti, l’ampliamento del territorio soggettivo promuovendo l’espressione delle proprie potenzialità linguistiche e creative.
 

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