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5 consigli per gestire la distanza dal partner

Se le cosiddette coppie stabili, o mature, possono trovare nella web-mediazione una strategia per superare la lontananza forzata, come possono le copie più fragili gestire la distanza dal partner?

La pandemia da Covid-19, che ci ha costretti all’isolamento, non è un toccasana per le relazioni né per i single. Oggi ci soffermiamo sulle coppie che affrontano l’allontanamento forzato. Molte coppie sono infatti messe a dura prova dalle conseguenze delle misure di sicurezza adottate per fronteggiare l’emergenza Covid-19.    

La tecnologia ci viene in aiuto per sopperire alla lontananza, ma solo se usata con cognizione.

Le coppie più a rischio risultano essere sicuramente quelle con maggiori problematiche di fiducia, controllo e con problematiche relative alla comunicazione. Le persone più insicure potrebbero infatti difendersi dall’ansia scatenata dalla distanza attraverso comportamenti aggressivi, volti a “testare” il partner o scaricare quote di angoscia sull’altro. Le dinamiche tossiche possono essere esasperate – in questi casi – dal mezzo telematico (come lo smartphone). L’aggressività viene mediata da uno strumento che può compromettere l’efficacia della comunicazione, specialmente quando ne diventa l’unico tramite.        

Se utilizzate per gestire l’ansia, dunque, Facebook, Instragram e le altre piattaforme digitali possono diventare un’arma pericolosissima per la coppia.  

Se le cosiddette coppie stabili, o mature, possono infatti trovare nella web-mediazione una strategia per superare la lontananza forzata, quelle più fragili sono davanti ad un momento di grave difficoltà.     
Parlando di coppie stabili, la lontananza può anche avere degli aspetti positivi: pensiamo ad esempio all’aumento del desiderio (che, come spesso capita, è più forte quando ciò che vorremmo è – seppure momentaneamente – inaccessibile).

Come fare se, invece, la relazione è meno collaudata? 

Alcune idee in ordine sparso.   

1. Cercare di ritagliarsi dei momenti di condivisione e intimità

Prendere appuntamento per una chiamata (o una videochiamata) lasciando fuori tutto il resto e dedicandosi – in quello spazio confinato e rilegato all’ambiente digitale – solo al partner.        

Condividere attività di svago: vedere un film ‘insieme’ oppure allenarsi con la stessa App di training e condividerne i risultati potrebbe aiutare a ricreare dei rituali di coppia anche a distanza.

2. Videochiamate (o chiamate) e non solo messaggi 

Succede spesso, anche nella comunicazione vis a vis dove abbiamo diversi livelli di informazione (verbale e non), che due persone possano leggere uno stesso comportamento comunicativo in modo totalmente differente.   

Immaginate di perdere totalmente il contenuto non verbale: dalla gestualità, alla postura, al tono della voce, come accade nei messaggi: quanti piani di incomprensione possono manifestarsi? Contro questo tipo di dinamiche tossiche è consigliabile una buona dose di comunicazione diretta ed altamente esplicita. Una videochiamata o una chiamata ad esempio, possono essere molto più efficaci di un centinaio di messaggi (spesso ambigui) nei quali mancano le informazioni corporee non verbali.

Se si usa la chat, sarebbe bene cercare di essere il più chiari possibile, provando a descrivere emozioni altrimenti poco percepibili. Infine possiamo avvalerci della tecnologia (usandola con consapevolezza) per ritagliarci anche momenti di intimità sessuale.   

Qui, di seguito i nostri consigli per un Sexting Consapevole:

3. Bilanciare le comunicazioni

In funzione del numero di impegni giornalieri (ad esempio, lo smart working) o alle caratteristiche di personalità di ciascun partner, questo momento di allontanamento può portare a due modalità di comunicazione: l’iper e l’ipo.

Da una parte, riversiamo la nostra esigenza di vicinanza sull’altro (inondandolo letteralmente di messaggi, foto, chiamate, e quanto altro). Dall’altra, invece, tendiamo ad impegnare la giornata con attività (più o meno produttive) tagliando il partner fuori dalla nostra agenda. Entrambi, sul lungo periodo, possono rivelarsi atteggiamenti dannosi per la relazione di coppia.           

Cerchiamo di trovare un equilibrio.

4. Gestire il controllo!   

Cosa starà facendo l’altro? Con chi parla? Quante persone lo/la staranno contattando in questo periodo?     

Segnali come una mancata visualizzazione di un messaggio o una chiamata senza risposta, possono essere usati o interpretati anche a livelli semi-paranoidi: si pensi all’utilizzo delle “visualizzazioni” o del controllo ossessivo degli orari di “accesso” alle varie app. In particolare per i soggetti più dipendenti nella relazione, questi meccanismi possono essere usati per ottenere informazioni in modo quasi compulsivo come tentativo di controllo dell’ansia, rivelandosi invece totalmente deleteri. 

Anche qui, cercare un dialogo aperto può essere una via più sana e costruittiva.

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5. Non cedere ai sentimenti negativi, ma soprattutto non soffocarli!

È normale sentirsi frustrati dalle circostanze. La vicinanza e il calore della persona che vorremo accanto sono solo un ricordo, la comunicazione web-mediata è spesso insoddisfacente e amplifica il nostro disagio.

Inoltre, il malessere può essere combattuto con strategie difensive che ci portano a sottrarci al nostro partner, per sentirci meno vulnerabili: meno messaggi, meno attenzioni, quasi un test volto a verificare l’effettivo coinvolgimento affettivo dell’altro, anche nel momento di lontananza fisica.
Questa è però, spesso, una dinamica che ha un effetto boomerang.

Quindi: non vergogniamoci dei nostri stati d’animo e cerchiamo di parlarne con franchezza e trasparenza, in un’ottica costruttiva di dialogo e condivisione. D’altronde, non è colpa di nessuno se la situazione è quella che è!

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