fbpx
skip to Main Content
Mukbang Watching:  Significato Psicosociale

Mukbang Watching: significato psicosociale

Sia chiaro, a molti l’idea potrebbe fare piuttosto senso, ma a quanto pare osservare qualcuno che si abbuffa e ascoltarne i relativi rumori prodotti, come il suono della mascella che mastica è un format che sta funzionando, e neanche poco.

Stiamo parlando del cosiddetto Mukbang, fenomeno YouTube nato in Corea del Sud intorno al 2010.

Il termine deriva dalla crasi di due parole coreane:  muok-ja, ovvero “mangiare” e “bang song”, ovvero “trasmettere”

E in effetti di questo che si tratta: il protagonista del video trasmette in streaming mentre mangia abbondanti quantità di cibo, conversando con il pubblico. 

Ovviamente, il cibo è co-protagonista indiscusso e per questo sempre inquadrato molto bene. 

Il live eater conversa masticando rumorosamente, perché l’audio ha un ruolo importante in queste trasmissioni, non solo per le parole ma anche per i suoni prodotti nel consumare il cibo. 

Si noteranno spesso microfoni ben posizionati, per soddisfare al meglio l’unico senso sollecitabile in streaming oltre alla vista: l’udito. 

Si consideri che per alcuni questi suoni produrrebbero Auntonomous sensory meridian response (ASMR), ovvero una specie di piacevole rilassamento mentale.

Perché guardare gente che si abbuffa ci piace così tanto?

La popolarità di Mukbang è notevolmente aumentata in molte regioni del mondo dopo essere stata introdotta nei paesi occidentali nel 2015, quando una popolare youtuber americana ha caricato un video in cui reagiva ai video di mukbang sudcoreani.

Tante, forse troppe, sono le domande che potrebbero frullare per testa: quale finalità può avere tale tipo di esperienza web? Qual è il senso di queste sessioni? Ma soprattutto perché così tante persone sono attratte da un simile show?

Tra i numerosi che studi cercano di dare un senso, anche scientifico se vogliamo, a questa bizzarra pratica, troviamo ad esempio l’intervento della dottoressa Luisa Stagi, docente di sociologia generale presso l’Università di Genova.

In particolare, nel suo libro “Food porn”.La prima ipotesi risiede nella solitudine dei coreani che, non coniugati e costretti a vivere in case piccolissime, hanno trovato un modo per farsi compagnia, anche se con sconosciuti, e di allargare le pareti di casa grazie a uno schermo. 

Invece, Charles Spence, docente di psicologia sperimentale in Gran Bretagna, nel testo Gastrophysics, spiega che da sempre il food-voyeurismo appaga il desiderio di cibo, cosa che a molti capita invece quando osservano qualcuno cucinare ad esempio.

Lee basi psicologiche e sociali del fenomeno

Addentrandoci maggiormente in domini di natura psicosociale, alcune ricerche hanno analizzato in modo più accurato il Mukbang, rilevando una molteplicità di motivazioni alla base di questo fenomeno on line.

In particolare, sembrano emergere tre principali domini relativi alla natura dello stimolo che sottende la visione assidua di contenuti “Mukbang”, ovvero:

  • Uso Sociale
  • Uso Sessuale
  • Utilizzo come forma di intrattenimento

Il Mukbang come occasione di socialità

Per quanto riguarda l’utilizzo a scopi sociali, Spence et al. (2019) hanno condotto uno studio sulla commensalità digitale, ovvero la pratica del mangiare insieme sentendosi meno soli, confermando che il Mukbang Watching potrebbe favorire sentimenti di connessione affettiva con altri individui.

E’ possibile che l’esperienza percepita sia quella di aver l’impressione di “cenare con qualcuno”.

Secondo questa spiegazione esplicativa, il Mukbang soddisferebbe la fame fisica e sentimentale delle persone sole, creando un legame sociale e di appartenenza tra i mukbanger e gli spettatori

In particolare, diverse donne in sovrappeso si sentivano legate emotivamente ad altre donne che mangiavano enormi quantità di cibo malsano in modo disordinato e davanti ad un pubblico.

Inoltre, circa il 10% degli spettatori rimane connesso dopo aver mangiato per chattare su diversi argomenti che riguardano la propria vita quotidiana

Il Mukbang come fonte di stimoli sessuali

Un altro utilizzo rilevato dall’approfondimento dello studio fenomenologico è l’utilizzo sessuale.

In questo senso, Schwegler Castañer (2018) ricollega il Mukbang ad una forma di feticismo rivolto soprattutto verso donne che mangiano enormi quantità di cibo, mostrando un vergognoso appetito.

Donnar (2017) invece, ha sottolineato come la maggior parte degli spettatori di donne mukbanger magre e attraenti sono maschi e in sovrappeso.

Ad “eccitare” in questo caso, è osservare qualcuno che si considera affascinante in uno suo momento privato e di vulnerabilità, come appunto mangiare.

Desiderio, piacere, vergogna o disgusto, sono solo alcuni degli stimoli sessuali e alimentari provati dagli spettatori.

Pereira et al. (2019) hanno notato che ci sono noti mukbanger che, oltre ad essere belli fisicamente, sono estremamente socievoli e simpatici, e questo attrae maggiormente un gran numero di spettatori.

Il Mukbang come forma di intrattenimento

Per un’altra percentuale del campione il Mukbang viene utilizzato come un semplice intrattenimento.

Choe (2019) sostiene che gli spettatori provano gratificazione guardando i mukbangers, soprattutto per i “suoni” del cibo prodotti.

Ad esempio il bere, il masticare, il preparare i cibi, ma anche rumori derivanti dall’apertura delle confezioni di cibo, viene considerato uno spettacolo semplicemente divertente.

Kim Hae-jin, dottoranda presso l’Università di Chosun, ha sostenuto che un altro utilizzo del Mukbang è il soddisfacimento alimentare vicario: si può soddisfare il proprio desiderio di cibo per procura, attraverso l’osservazione.

A cosa ci si riferisce con l’espressione “mangiare per procura”? Qualcuno che mangia al posto nostro dandoci la sensazione di soddisfazione come se avessimo mangiato realmente. 

In virtù di ciò, Hakimey e Yazdanifard (2015) hanno sottolineato che alcuni spettatori, essendo a dieta, hanno bisogno di guardare i Mukbang per avere l’esperienza di mangiare per procura, al fine di evitare di mangiare.

Anche Choe (2019) ha sostenuto che alcune persone provano eccitazione nel vedere il mukbanger mangiare determinati cibi che loro devono evitare essendo a dieta. 

In questo modo chi tiene la trasmissione è in grado di soddisfare le voglie di cibo degli spettatori, dando loro un piacere vicario di mangiare tramite stimoli visivi e audio.

Le due facce del Mukbang

Per alcuni spettatori le conseguenze del Mukbang watching non sono così nefaste

Anzi, in alcune persone, come già sottolineato, la visione di questi contenuti diminuisce il senso di solitudine incrementando la sensazione di appartenenza ad una comunità

Per altri invece le conseguenze si sono confermate meno liete con un alterazione delle abitudini alimentari e un incremento dei fattori di rischio relativi all’insorgenza di disordini alimentari.

A tal proposito, un grande bias in cui spesso cadono gli spettatori che vogliono emulare i mukbanger, è la convinzione distorta che si possa mangiare un enorme quantità di “cibo spazzatura” senza avere conseguenze sull’aumento di peso.

I mukbanger infatti sono molto spesso persone estremamente magre, nonostante le abbuffate messe in mostra. 

Questo ha creato in molti spettatori situazioni di obesità e una maggiore tendenza al binge eating.

Mukbang: prospettive future e possibili soluzioni

Sebbene questo fenomeno sia diffuso da più di un decennio, le ricerche sono ancora relativamente poche e localizzate ad alcune aree geografiche in cui il fenomeno ha avuto una maggiore diffusione (Corea, Stati Uniti, Regno Unito). 

Dunque, emerge la necessità di approfondire, studiare meglio e a fondo il fenomeno Mukbang, focalizzandosi sulle conseguenze nefaste che può comportare in alcuni casi e sulle strategie di prevenzione

In questo senso, sembrerebbe che alcune strategie terapeutiche siano state utilizzate per ridurre queste problematiche. 

Ad esempio, specifiche tipologie di terapia cognitivo-comportamentale hanno mostrato una certa efficacia nel trattamento dei disturbi alimentari sia a breve che a lungo termine (Brownley et al., 2016).

Inoltre, gruppi di terapia cognitivo-comportamentale sono stati introdotti e utilizzati con successo per ridurre i comportamenti compulsivi (Sadiza et al., 2011).

Se sei interessato a questa e altre tematiche, seguici sulla nostra Community di Psicologi Digitali cliccando qui.

Riferimenti bibliografici:

Aringhieri, C. (2022). IL MUKBANG WATCHING: il cibo come fenomeno controverso e ricco di contraddizioni. Eco Associazione.

Brownley, K. A., Berkman, N. D., Peat, C. M., Lohr, K. N., Cullen, K. E., Bann, C. M., & Bulik, C. M. (2016). Binge-eating disorder in adults: A systematic review and meta-analysis. Annals of Internal Medicine, 165, 409–420

Choe, H. (2019). Eating together multimodally: Collaborative eating in mukbang, a Korean livestream of eating. Language in Society, 48, 171–208.

Donnar, G. (2017). ‘Food porn’ or intimate sociality: Committed celebrity and cultural performances of overeating in meokbang. Celebrity Studies, 8, 122–127.

Hakimey, H., & Yazdanifard, R. (2015). The review of Mokbang (broadcast eating) phenomena and its relations with South Korean culture and society. International Journal of Management, Accounting and Economics, 2, 443–455.

Kircaburun, K., Yurdagül, C., Kuss, D. et al. Problematic Mukbang Watching and Its Relationship to Disordered Eating and Internet Addiction: A Pilot Study Among Emerging Adult Mukbang Watchers. Int J Ment Health Addiction 19, 2160–2169 (2021).

Pereira, B., Sung, B., & Lee, S. (2019). I like watching other people eat: A cross-cultural analysis of the antecedents of attitudes towards Mukbang. Australasian Marketing Journal, 27, 78–90.

Sadiza, J., Varma, R., Jena, S. P. K., & Singh, T. B. (2011). Group cognitive behaviour therapy in the management of compulsive sex behaviour. International Journal of Criminal Justice Sciences, 6, 309–325.

Schwegler-Castañer, A. (2018). At the intersection of thinness and overconsumption: the ambivalence of munching, crunching, and slurping on camera. Feminist Media Studies, 18(4), 782-785

Spence, C., Mancini, M., & Huisman, G. (2019). Digital commensality: Eating and drinking in the company of technology. Frontiers in Psychology, 10, 2252.

Questo articolo ha 0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top
×Close search
Cerca