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Blue Whale: Il Gioco Della Morte

Blue Whale: il gioco della morte

(di Daniele Gregorio –  admin. Sull’Orlo della Psicologia)

 

La balena blu: il gioco del suicidio

Stiamo parlando del “Blue Whale”, gioco dell’orrore che si è diffuso in Russia e ultimamente è arrivato anche in Italia, a Livorno, come spiegato in un servizio de Le Iene.

 

Partiamo dal principio. Come funziona?

I ragazzi finiscono nel giro dei “curatori” (ovvero dei master che stabiliscono delle regole di gioco) principalmente attraverso i social network.

Una volta dentro, è difficile uscirne (per senso di sfida? O forse perché non conoscendo il macabro finale lo si considera un gioco ribelle o divertente?). Una dopo l’altra, i curatori comunicano giorno dopo giorno le 50 regole alle vittime.

Si è venuti a conoscenza di queste regole anche grazie al blog Higgypop, che dopo aver trovato sul social Reddit le regole del Blue whale, è entrato in contatto con un curatore. Più si va avanti con i giorni più le regole divengono assurde:

  1. Incidetevi sulla mano con il rasoio “f57” e inviate una foto al curatore.
  2. Alzatevi alle 4.20 del mattino e guardate video psichedelici e dell’orrore che il curatore vi invia direttamente.
  3. Tagliatevi sul braccio con un rasoio lungo le vene, ma non tagli troppo profondi. Solo tre tagli, poi inviate la foto al curatore.
  4. Disegnate una balena su un pezzo di carta e inviate una foto al curatore.
  5. Se siete pronti a “diventare una balena” incidetevi “yes” su una gamba. Se non lo siete tagliatevi molte volte. Dovete punirvi.

…e queste sono solo le prime 5. Al 26esimo giorno il tutor comunicherà all’adolescente il giorno in cui dovrà morire.

 

Verità o finzione?

Da gennaio 2017 si insegue su internet, su siti d’informazione più o meno attendibili, la notizia, del gioco del suicidio.

 

È difficilissimo, nel mare di informazioni che si possono trovare sul dark-net, distinguere tra casi di effettivi di Blue Whale, dove “curatori” spingono gli adolescenti al suicidio attraverso abusi psicologici, e i casi di emulazione, colpiti da effetto Werther (fenomeno per cui la notizia di un suicidio pubblicata dai mezzi di comunicazione di massa provoca nella società una catena di altri suicidi)

 

Il Blue Wahle è l’unica fonte di preoccupazione?

Come spiegano dal blog Butac, dedicato a svelare fake news, «ogni anno in Russia si uccidono 1700 ragazzi tra i 15 e i 19 anni».

Dunque un’emergenza c’era anche prima del Blue Whale. Non sembrerebbe essere più la causa di tutte le cause, ma solo una goccia inspiegabile – e agghiacciante – nel mare di fenomeni: perché alcuni giovani decidono di togliersi la vita?

 

Chi sono queste persone e come farsi aiutare?

Troppe persone, forse scosse da pensieri distruttivi causati probabilmente da eventi traumatici, lutti irrisolti o da condizioni depressive, si rifugiano in discussioni come quelle dei forum della morte per poi compiere gesti scellerati. In queste situazioni, è invece necessario affidarsi al supporto professionale. Se avete bisogno di parlare ORA con qualcuno, non entrate in un circolo autodistruttivo ma contattate il Telefono Amico (se preferite non parlare direttamente, è disponibile anche una mail) o un servizio come Twende, gratuito e online.

Non abbandonatevi.

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