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Personaggi In Analisi: Una Mamma Per Amica

Personaggi in analisi: una mamma per amica

Lo scorso 25 novembre i fan di “Una mamma per amica” hanno potuto rievocare i sentimenti di nostalgia e rivivere dopo 9 anni le dinamiche tra la mamma e la figlia più famose delle serie TV:  Lorelai e Rory. Questa serie televisiva si concentra sulla relazione tra una madre e la figlia di 16 anni, e che più che madre e figlia sono anzitutto amiche inseparabili.

Lorelai è a conoscenza delle vicende sentimentali della figlia, della quale è confidente attiva. Lo stesso si può dire in senso inverso: Rory riveste un ruolo alla pari, come avviene nelle più consuete amicizie. Tra mamma e figlia non vi sono confini di nessun tipo.

A questo  proposito, lo psicologo Minuchin esplicita il concetto di confini; egli individua all’interno della famiglia il sottosistema coppia, genitori e fratelli, delimitati da 3 diversi tipi di confini:

  • i confini chiari, che permettono di svolgere in modo adeguato le funzioni e i ruoli di ogni sottosistema, senza intromissioni o interferenze tra loro, conservando uno scambio ottimale e dando origine ad un tipo di famiglia funzionale.
  • i confini rigidi, caratterizzati da nette divisioni tra i sottosistemi che diventano impermeabili, dando origine a famiglie disimpegnate.
  • i confini diffusi in cui non ci sono barriere, non ci sono segreti, ogni sottosistema interferisce nell’altro quasi fino a fondersi e confondersi, dando luogo alla cosiddetta famiglia invischiata.

Nel caso di Rory e Lorelai, sembra evidente che siamo di fronte ad un tipo di famiglia invischiata, dai confini diffusi, in cui la mamma, che riveste il ruolo di amica, entra e si intromette nella vita e nelle decisioni personali della figlia, e viceversa.

Il rischio che tale conformazione familiare comporta è quello di avere una mamma tanto “vicina” ma profondamente lontana dal proprio ruolo.

Un modello familiare che si diffonde sempre di più e sempre più velocemente, almeno negli Stati Uniti, dove lo psicologo Stephen Poulter ha pubblicato un libro sull’argomento intitolato:“The mother factor”. Poulter rileva la crescente diffusione oltreoceano, sulla scia dei modelli offerti dalla tv e dallo star system, del modello di madre-amica. La mamma in questione, forse per il desiderio di apparire sempre giovane, o credendo così di poter essere più vicina ai figli, si veste e si comporta come la propria prole, proponendosi come confidente e consigliera, spesso addirittura partecipando ai loro stessi eventi sociali.

Come afferma lo psicologo statunitense, alla base di questo atteggiamento si trovano talvolta conflitti irrisolti con i propri genitori che portano a credere nella necessità di stabilire un rapporto alla pari con i propri figli; eppure non è di altri amici che hanno bisogno i nostri figli, ma di figure genitoriali salde, che facciano loro da guida nella vita.

Questo non significa affatto che le mamme debbano essere necessariamente tradizionaliste o all’antica e rinunciare alla loro bellezza e femminilità o, perchè no, al proprio desiderio di apparire giovani a lungo. Scambiarsi i trucchi o i vestiti può essere divertente, ma essere in sintonia e complicità in questo caso non vuol dire ‘essere amiche’. Rappresentare una guida per i propri figli, nel loro percorso di crescita, insegnare loro il rispetto di se stessi e degli altri oltre che delle regole è ben più importante che sapere tutto della loro ultima cottarella o dei capi di abbigliamento più trendy del momento fra i quindicenni.

Se a volte vi ritrovate a desiderare di essere voi la migliore amica di vostra figlia, o di vostro figlio, ricordate che per loro siete molto, molto di più: siete la loro mamma!

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