
I.A. e esseri umani: può scattare la scintilla?
Oggi parliamo di I.A e amore. Ebbene sì, sembra proprio la tecnologia abbia raggiunto un livello tale che dilemmi simili, che una volta potevamo al massimo attribuire alla trama di un film futuristico, rappresentano sempre di più la norma anche nella nostra quotidianità.
Parlando di film, vi ricordate “Her” film del 2013 con protagonista Joaquin Phoenix che raccontava proprio la storia d’amore tra un uomo e la sua assistente vocale?
Beh sappiate che ci stiamo muovendo verso quella direzione, una direzione che implica la possibilità di una forma di relazione empatica anche con un’Intelligenza Artificiale.
E se per molti, uno scenario del genere potrebbe avere un retrogusto distopico, per altri questioni del genere suscitano un certo fascino.
Dal cinema alla realtà
Ma se la pellicola con Joaquin Phoenix era “solo” un film, una forma di comunicazione in cui vale tutto, nella realtà, quella tangibile in cui viviamo, è possibile che un essere umano provi dei sentimenti per un’I.A.?
È una domanda che è lecito farsi quando si scarica Replika, un’applicazione per smartphone disponibile su Android e iOS.
Attraverso la piattaforma, sarà possibile creare e personalizzare un avatar, con cui conversare 24/7 tramite chat.
Tecnicamente parlando, il sistema è governato da un’I.A. GPT-3 la quale, stando a quanto si legge sul sito ufficiale, permetterebbe di “avere un amico senza giudizi, problemi o ansia sociale”.
Replika, continuano, consente di “avere una connessione emotiva, condividere una risata o parlare di qualunque cosa tu voglia”.
Per farla semplice, una volta scaricata l’app si accede a una schermata in cui si può personalizzare un avatar 3D: si possono scegliere il sesso, l’acconciatura, il colore della pelle, i vestiti, il nome.
Una volta creata la propria Replika, si può cominciare a chattare.
L’intelligenza artificiale funziona bene: reagisce agli stimoli e, se si non si fa caso a qualche piccolo svarione ogni tanto, restituisce un’esperienza di conversazione realistica.
Addirittura, da qualche tempo, è possibile utilizzare la realtà aumentata per trasportare l’avatar nel proprio salotto, così da simulare un vero e proprio incontro.
L’I.A. che nasce dall’amore
La storia di Replika è una storia d’amore, di empatia prettamente umana.
Infatti, l’applicazione è stata creata da Eugenia Kuyda, uno startupper russa che è partita dall’idea di ricreare attraverso l’Intelligenza Artificiale l’amico Roman Mazurenko, scomparso nel 2015 in un incidente d’auto.
Come nel caso di Project December, Eugenia ha istruito l’I.A. con una serie di messaggi del suo amico scomparso.
Il machine learning li ha dunque processati, ha imparato a parlare come lui e ha iniziato a replicarne lo stile di scrittura, le modalità di interazione.
È da qui, da una storia profondamente umana, che nasce Replika.
Tutti vogliono l’amore
Quando si accede all’app è possibile selezionare il tipo di relazione che si vuole con l’avatar.
Bene, secondo un articolo pubblicato dal Daily Best, oltre il 40% degli utenti scelgono una relazione romantica, un fidanzamento.
Insomma, la corporeità non sembra essere il discrimine tra la possibilità di un essere umano di innamorarsi di un’intelligenza artificiale.
Questo accade soprattutto in Cina, dove Replika è un successo.
Basti pensare che tra gennaio e luglio del 2021 ha raggiunto quota 55.000 download, in un mercato che gli analisti stimano a quota 420 milioni di dollari.
Come nell’esempio di Her, gli esseri umani provano empatia e, di conseguenza, possono provare sensazioni simili all’amore per un’intelligenza artificiale.
Creare empatia con una macchina
Stando ad una ricerca svolta proprio in Cina, uomini e donne possono sviluppare intimità e passione per un assistente virtuale e non solo: provare questi sentimenti spinge gli utenti a fidarsi ancor di più delle IA, a sviluppare una relazione di fiducia.
Tuttavia, c’è una condizione necessaria affinché questo scenario si concretizzi: l’intelligenza artificiale deve essere credibile e sembrare umana, capace di provare emozioni.
E qui la domanda da 1 milione di dollari: ma un’intelligenza artificiale è capace di provare emozioni come l’amore?
In senso assoluto, questo lo scopriremo solo vivendo; se, invece, ci riferiamo a Replika allora la risposta è no, non può e il motivo è presto detto.
Infatti, gli avatar apprendono le basi comunicative studiando miliardi di esempi di linguaggio umano così da generare risposte più realistiche e umane nella conversazione.
A tal proposito, Replika potrebbe anche comunicare cose che non sono basate sui fatti ma semplicemente apprese in modo decontestualizzato.
Come, ad esempio, di provare amore per un essere umano.
Se sei interessato a questa e altre tematiche, seguici sulla nostra Community di Psicologi Digitali cliccando qui.

Comments (0)