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Fortnite: La Psicologia Cognitiva Al Servizio Del Gaming

Fortnite: la psicologia cognitiva al servizio del gaming

Prima di tutto: cos’è Fortnite Battle Royale?

Fortnite: Battle Royale è un gioco di sopravvivenza che prevede che 100 giocatori  si sfidino in uno scenario, o mappa. L’ultimo giocatore che ‘sopravvive’, ottiene la “Vittoria Reale”. La sopravvivenza dipende sostanzialmente da due abilità: la padronanza delle armi e la capacità di costruire fortini di difesa. Il gioco permette di giocare anche a coppie, o in squadre da quattro giocatori.

Lanciato all’inizio del 2017, l’anno scorso Fortnite ha raggiunto un successo stratosferico: in 12 mesi ha fruttato 3 miliardi di dollari. È disponibile per ogni piattaforma, console, iPhone e Android.

Come tutti i giochi di successo, Fortnite ‘nasconde’ una serie di “passaggi psicologici” che lo rendono così irresistibile. Non a caso tra gli ideatori del gioco da 200 milioni di utenti, c’è una psicologa.

Il suo nome è Celia Hodent, 40 anni, francese di nascita ma americana di adozione, psicologa cognitiva con la passione per i videogames. Da diversi anni si occupa di User Experience (sempre nel settore dei videogiochi) e dal 2013 fa parte del team di sviluppatori di Epic Games, i produttori di Fortnite.

Celia Hodent è anche autrice del libro “The gamer’s brain: how neuroscience and UX can impact videogame design”.

Qual è il ruolo di Celia? «In pratica, aiuto gli sviluppatori a creare giochi che siano comprensibili e coinvolgenti» dice lei.

A cosa serve la psicologia nei videogiochi?

Nei videogiochi, ogni dettaglio viene studiato per il “cervello” degli utenti. Ad esempio, ogni icona deve rimandare rapidamente al significato ad essa associato, in modo che l’utente possa memorizzarle in tempi molto stretti ed utilizzarle con facilità. Inoltre la sfida deve essere stimolante ma anche tarata sulla capacità umana di portare avanti un certo numero di azioni contemporaneamente. Se la sfida è troppo complessa, il giocatore perde motivazione e si stacca dal gioco.

Che cosa rende questi giochi così attraenti?

L’interattività è una caratteristica centrale. Ogni azione scatena una conseguenza, ed è immediata. Questo restituisce un senso di protagonismo al giocatore che può determinare rapidamente gli esiti del gioco. Inoltre, la presenza di un obiettivo ben definito che, se raggiunto, porta ad una ricompensa funzionale allo stesso gioco (un esempio? un’arma potentissima grazie alla quale vincere la prossima sfida). E poi è ‘challenging’, più si va avanti e più è complesso.

Fortnite come i giochi d’azzardo, quali i rischi? 

Dentro Fortnite, esiste una valuta virtuale che si ottiene giocando o pagando in denaro reale, collegando la carta di credito. Questa valuta permette di acquistare le “loot boxes”: scrigni che contengono oggetti o altri strumenti in grado di migliorare l’esperienza d’uso, come un’abilità nuova o la possibilità di personalizzare il proprio avatar. Il punto è che sono come gli album delle figurine: solo quando le apri sai che cosa c’è dentro. Una variabilità che ricorda il gioco d’azzardo e li rende irresistibili, soprattutto per bambini e adolescenti. Rispetto agli adulti, infatti, i bambini hanno un cervello ancora in fase di sviluppo e un autocontrollo molto più limitato. Ecco perchè i genitori dovrebbero trovare regole condivise, dettando orari e giorni prestabiliti da dedicare al gioco.

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