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Psicoterapia: La Virtual Therapy Rappresenta Il Futuro?

Psicoterapia: la Virtual Therapy rappresenta il futuro?

Può la realtà Virtuale divenire lo strumento globale più diffuso per il trattamento psicoterapeutico?

La Realtà Virtuale viene utilizzata, da più di dieci anni, nel trattamento di diversi disturbi d’ansia, in particolare per le tecniche espositive (parliamo di VRET, Virtual Reality Exposure Therapy), che garantiscono maggiore sicurezza e flessibilità.

Experential Cognitive Therapy (ECT)

La possibilità di controllare l’ambiente virtuale, come ad esempio l’esposizione allo stimolo temuto o la funzione di pause/play/rewind, apre ad una integrazione dei protocolli della terapia cognitiva comportamentale e a modalità di presenza intermedie tra esposizione in vivo e immaginativa, verbale o mnestica; integrazione definita da Riva (1999) Experential Cognitive Therapy (ECT).

Da un punto di vista cognitivo ed emotivo, l’utente passa da un ruolo di osservatore (come quello che ricopre guardando un filmato) a quello di protagonista che non riceve passivamente l’informazione, ma può creare attivamente la propria esperienza.

La RV permette quindi di conoscere il mondo grazie ad un apprendimento senso-motorio, naturale e immediato: per questo motivo è possibile definire la Realtà Virtuale una interfaccia esperienziale (Riva, 2006).

L’apprendimento motorio, proprio di questi sistemi, è caratterizzato da una costante ripetizione di percezione e azione: l’utente osserva e percepisce i fenomeni che avvengono intorno a lui, interviene direttamente e osserva poi gli effetti delle proprie azioni. Un ciclo di apprendimento di prove ed errori che può essere ripetuto all’infinito. La conoscenza acquisita nell’ambiente virtuale è prodotta da un ‘fare esperienza’ (Mon-williams, 1996).

Nuovo inizio

A causa dei costi elevati delle attrezzature e dei software però, la RV in ambito clinico non si è diffusa e rimane ad appannaggio di alcuni centri di ricerca, o delle più avanzate strutture ospedaliere.

Con l’avvento di supporti come il Gear VR, o anche del cardboard, si presenta una nuova possibilità di applicare la cybertherapy in modo economico, raggiungendo tanti pazienti e migliorandone la condizione di vita e la salute mentale.

Nei prossimi anni, App e software di RV nell’ambito della tele-medicina e della salute mentale compariranno con sempre maggiore frequenza. Il settore è però delicato ed è importante che gli standard tecnologici vadano di pari passo con quelli che emergono dalla ricerca e dal sapere scientifico in materia.

Il futuro della pratica clinica

La diffusione dei visori ‘economici’ consentirà di espandere questi interventi innovativi a moltissime persone. Questo non sostituirà in alcun modo la figura del terapeuta, o del riabilitatore, e anzi fornirà ai professionisti uno strumento in più per intervenire sul disturbo, ma anche nuove prospettive e figure professionali.

L’obiettivo del terapeuta sarà quello di accompagnare il paziente nel suo percorso virtuale, valutandone le emozioni, osservandone le azioni e le scelte, conducendolo a correggere eventuali convinzioni irrazionali, a rielaborare un’esperienza traumatica o a ristrutturare l’immagine di sè.

In questo senso è importante ricordare che la RV è uno strumento utile in grado di mediare tra il mondo cosiddetto reale e lo studio dello psicoterapeuta, ma che non si sostituisce mai a quelli che sono gli elementi fondanti che costituiscono la relazione terapeutica.

Gli ambienti di RV rappresentano quindi un contesto di interazione sociale controllata e protetta, in cui è possibile emozionarsi ed agire potenziando i propri punti di forza. E’ importante però che tutto questo sia integrato ed accompagnato da un aperto dialogo con il paziente, dall’ascolto empatico e dall’indispensabile creatività dello psicoterapeuta.

Anche per quanto riguarda l’ideazione e la progettazione degli scenari, la figura del clinico risulta di primaria importanza in tutta la fase di sviluppo, dalla scrittura alla produzione.

Secondo il dott. Rizzo, direttore del Medical Virtual Reality presso la University of Southern California, a breve le nostre esperienze virtuali saranno molto più intense e coinvolgenti, anche sotto il punto di vista relazionale. La creazione di ‘personaggi’ dotati di intelligenza artificiale consentirà infatti di popolare gli scenari di RV di figure ‘virtuali’ che si occuperanno di tutoraggio, insegnamento o consulenza. Questi personaggi virtuali intelligenti, già in fase avanzata di sviluppo, potranno divenire delle componenti aggiuntive all’interno di protocolli terapeutici più ampi, fondati sulla RV.

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