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La Tecnologia Al Servizio Dei Bambini Con Autismo: Una Sfida Da Vincere

La tecnologia al servizio dei bambini con autismo: una sfida da vincere

Il disturbo dello spettro dell’autismo, come viene definito nel DSM-5, è un disturbo evolutivo e pervasivo dello sviluppo che può essere osservato fin dall’infanzia, in quanto compare molto precocemente nel bambino. Tuttavia non si tratta soltanto di un disturbo infantile, poiché tutto il percorso evolutivo che il soggetto si troverà a compiere ne sarà condizionato (Frith, 1998).
L’ipotesi di un’origine biologica è ad oggi altamente condivisa, anche se la precisa eziologia resta ancora sconosciuta. Tuttavia è stato dimostrato che interventi precoci ed intensivi consentono importanti miglioramenti ed una significativa riduzione della disabilità. Molti genitori di bambini autistici, recentemente, hanno trovato un aiuto, non solo negli specialisti del settore, ma anche nelle nuove tecnologie dell’informatica e della comunicazione che possono avere un impatto positivo nel trattamento di varie aree compromesse, come l’interazione sociale, quella intenzionale e l’apprendimento. Il mondo può essere una matassa confusa di stimoli difficili da decifrare, per un bambino con l’autismo, che non è capace a filtrarli, che non sa difendersi da questo spaventante sovraccarico.
Un esempio di come la tecnologia possa fare la differenza per un bambino autistico c’è dato da un recente indagine di Justine Cassell, dirigente del Center for Technology and Social Behavior della Northwestern University, che ha osservato bambini autistici dai 7 agli 11 anni giocare con un bambino reale e con un bambino virtuale di nome “Sam”. I bambini hanno mostrato una maggiore apertura verso il loro compagno di giochi virtuale, rispetto a un compagno reale, possibilmente perché Sam è stato programmato ad avere molta pazienza, il suo comportamento e il suo aspetto può essere programmato in modo da favorire specifici comportamenti che stimolino l’interesse del bambino autistico che spesso ha problemi a mantenere la concentrazione sugli stimoli sociali, privilegiando invece il mondo degli oggetti fisici.
La tecnologia si sta ponendo sempre meno come veicolo e sempre più come “ambiente” del sapere, del saper fare, dell’essere e del sentire (Maraglione, 1998). Strickland e colleghi, negli Stati Uniti, hanno condotto degli studi utilizzando la RV (realtà virtuale) con l’obiettivo di verificare l’efficacia degli ambienti virtuali nel favorire l’apprendimento nei bambini autistici.

I soggetti sono stati in grado di apprendere e ripetere compiti come il riconoscimento e la verbalizzazione di colori, oggetti e scene in movimento (Strickland, Mesibov, Hogan, 1996). Il grosso vantaggio della tecnologia sembra essere quello di poter costruire un compito personalizzato e individualizzato, rispettando le esigenze e i bisogni del bambino.

Lo scopo della Realtà Virtuale nella sua applicazione alle sindromi autistiche è la speranza che l’esperienza sviluppata con l’uso di questi supporti possa venire poi generalizzata al contesto di vita reale, per esempio all’entrata a scuola e all’incontro coi nuovi compagni. Quando il bambino avrà seguito un training con la RV avrà meno paura di quel mondo così intricato e ricco di stimoli, spesso sconosciuti, che rischiano di spaventarlo fino a provocarne un ritiro autistico.
I ricercatori da tutto il mondo si stanno impegnando nello sviluppo di tecnologie di tipo assistenziale, cercando di limitare l’impatto dei loro deficit dai primi anni di vita fino all’età adulta.
In Europa il tasso di disoccupazione di adulti affetti da autismo supera il 90%, nonostante la maggior parte delle persone a cui viene diagnosticato questo disturbo abbia un quoziente intellettivo nella norma e dimostra di possedere capacità al di sopra della media in aree di competenza specifica. Questa considerazione ha portato un gruppo di ricercatori nell’ideazione di “Ispectrum”, un videogioco che offre al giocatore autistico tre ambienti lavorativi in cui sperimentarsi come dipendente: un ufficio, un supermercato e un vivaio.
Questo videogioco è stato creato per dare la possibilità agli utenti di confrontarsi in maniera attiva con una versione semplificata della realtà che li circonda, una realtà in cui possono muoversi, facendo pratica, in un ambiente protetto, favorendo così i processi di apprendimento simulativo. L’assunto su cui si basa il gioco è che le sensazioni vissute e gli stimoli sperimentati rimangano fortemente ricordate, permettendo al giocatore di affinare percezione, attenzione e memoria e favorendo l’apprendimento esperienziale (learning by doing).
Ogni giorno le nuove tecnologie cambiano le nostre vite in modi che non ci saremmo mai immaginati, inventano necessità che non sapevamo di avere, bisogni di cui non eravamo consapevoli fino a un punto di non ritorno. Immaginate cosa significa per una famiglia la cui vita è scandita dai bisogni di sviluppo di un bambino con problemi comportamentali e di comunicazione. Oggi esistono software per l’insegnamento della lettura, applicazioni per l’insegnamento delle abilità sociali, del vocabolario e per il sostegno verso la comunicazione. L’attenta selezione delle App e dei programmi migliori per un particolare bambino può portare a un miglioramento della comprensione, dell’espressione e dello sviluppo delle singole competenze.

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