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Cyberbullismo: Le Percosse Virtuali

Cyberbullismo: le percosse virtuali

Internet e le nuove tecnologie hanno spalancato notevoli possibilità a tutti noi. Allo stesso tempo i nuovi media, e il loro uso improprio, hanno i loro rovesci di medaglia, ed il computo dei rischi e delle conseguenze inconsapevoli è solo all’inizio. Fenomeno tristemente recente, ma in rapido sviluppo, è indubbiamente quello del cyberbullismo.

 

Chi sono le vittime?

Le nuove tecnologie, infatti, rappresentano potenziali mezzi attraverso cui compiere e subire prepotenze o soprusi di varia natura. Nel 2014 i dati ISTAT evidenziano come circa il 50% degli 11-17enni è rimasta vittima di episodi di bullismo. Gli episodi di cyberbullismo sono meno frequenti, ma in crescita. Tra i ragazzi utilizzatori di cellulari e/o internet, il 5,9% denuncia di avere subito ripetutamente azioni vessatorie tramite sms, e-mail, chat o sui social network.

Indicazione importante, ad essere più colpite sono le ragazze. Le vittime di cyberbullismo sono il 7,1% della popolazione femminile, contro il 4,6% di quella maschile.

 

Come si presenta il cyberbullismo?

Il termine fu coniato nel 2002 dall’educatore Bill Belsey e rimanda molto al concetto di bullismo tradizionale. Indica un atto aggressivo e intenzionale, condotto da un individuo o da un gruppo di individui, usando varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel corso del tempo, contro una vittima che ha difficoltà a difendersi (Smith et al., 2008).

Gli elementi che lo accomunano al bullismo tradizionale sono dunque l’abuso di potere, la ripetizione, l’intenzionalità e l’aggressività (Langos, 2012).

Rispetto però al bullismo tradizionale, l’uso dei mezzi elettronici conferisce al cyberbullismo alcune caratteristiche proprie (Barone, 2016), come:

  • Anonimato, anche se illusorio in quanto ogni comunicazione elettronica lascia delle tracce. Per la vittima però è difficile risalire da sola all’aggressore;
  • Indebolimento del senso della morale, in quanto la gente fa e dice cose in rete che non farebbe e non direbbe nella vita reale;
  • Assenza di limiti spazio-temporali, in quanto il bullismo tradizionale avviene di solito in luoghi e momenti specifici, mentre il cyberbullismo investe la vittima ogni volta che si collega al mezzo elettronico.

 

Quali sono i modi di agire del bullo online?

In generale, sono tutte le azioni che portano all’emarginazione di un soggetto da parte della sua comunità. Questo può avvenire attraverso la circolazione di fotografie, pettegolezzi, riprese e filmati della vittima picchiata e pubblicata sulla rete. A rivestire il ruolo di cyberbullo sono maggiormente i giovani che partecipano ad un elevato numero di attività online e che ricevono uno scarso controllo genitoriale. La disparità di potere con la vittima deriva dall anonimato pertanto, a differenza del bullismo tradizionale in cui tale disparità è data da uno squilibrio nel rapporto di forza tra due o più persone, dalla differenza di età o di genere, nel bullismo online la mediazione dei mezzi elettronici favorisce la percezione di invisibilità da parte del cyberbullo e l’impotenza della vittima nel fermare le aggressioni.

Esiste in letteratura una classificazione condivisa delle azioni tipiche del cyber bullo (Willard, 2007). Vediamo quali sono nello specifico:

  • Flaming: messaggi online violenti e volgari mirati a scatenare schermaglie verbali in un forum;
  • Cyber-stalking: molestie e denigrazioni ripetute, persecutorie e minacciose mirate ad incutere timore;
  • Denigrazione: pettegolezzi inventati per danneggiare la reputazione della vittima;
  • Sostituzione di persona: farsi passare per un’altra persona per poi spedire messaggi e pubblicare testi al suo posto;
  • Rivelazioni: pubblicare informazioni private e imbarazzanti su un’altra persona;
  • Inganno: ottenere la fiducia di qualcuno con l’inganno per poi pubblicare o condividere con altri le informazioni confidate attraverso i mezzi elettronici;
  • Esclusione: escludere deliberatamente una persona da un gruppo online per ferirla;
  • Molestie: spedizione ripetuta di messaggi insultanti con l’unico fine di ferire il destinatario.

Il cyberbullismo, inoltre, sembra produrre conseguenze ancora più gravi sulle vittime rispetto a quello tradizionale. Un contenuto offensivo condiviso dal bullo può essere divulgato a cascata da altri spettatori che contribuiscono ad accrescere l’effetto dell’aggressione (Barone, 2016).

La cronaca negli ultimi anni ci ha presentato diversi casi di suicidio o tentato suicidio della cyber vittima. Sono noti alcuni casi di ragazze che hanno tentato il suicidio o si sono uccise per il grande senso di impotenza e vergogna provato dopo aver scoperto che una loro foto, o un loro filmato di un rapporto sessuale, era finito sui cellulari dei compagni di scuola o su qualche sito internet.

Un caso su tutti è quello di Amanda Michelle Todd, un’adolescente di 15 anni, che venne trovata senza vita nella sua casa di Port Coquitlam. Prima di togliersi la vita, Amanda pubblicò un video su You Tube in cui, in una serie di bigliettini, descrisse la sua esperienza di vittima del bullismo e cyberbullismo.

 

Come si combatte?

Questo fenomeno, in continua evoluzione, è divenuto dunque un vero e proprio problema sociale, ed occuparsi di esso è un nostro dovere. Il cyberbullismo non riguarda solo i diretti interessati, ma chiunque voglia promuovere il rispetto degli altri e l’educazione alla legalità. Per questo motivo dobbiamo mantenere alta l’attenzione, soprattutto nei confronti del bullo, poiché un atteggiamento di disinteresse potrebbe rinforzare i suoi comportamenti (Tonioni, 2014).

Il cyberbullismo pone il problema della gestione dei conflitti e della diversità, che tutti noi siamo chiamati a vivere nel corso della nostra esistenza e che dobbiamo affrontare per poter crescere serenamente.

Si è sempre sottolineato come la prevenzione ideale di qualsiasi difficoltà affettiva dei più giovani debba avvenire attraverso la condivisione di esperienze ed emozioni con gli adulti di riferimento, in famiglia e a scuola. Ad integrare questa dimensione preventiva sono nati anche dei progetti in rete, tra cui vi segnaliamo:

  • SMONTA IL BULLO: un portale del MIUR che offre informazioni e news sul tema del bullismo e del cyberbullismo;
  • MOVE UP: un progetto voluto dalla regione Piemonte con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico regionale e le Forze dell’Ordine per coinvolgere l’opinione pubblica sull’argomento;
  • UNA VITA DA SOCIAL: UN VIAGGIO NELLA RETE SENZA PERICOLI: un progetto di sicurezza organizzato dalla Polizia di Stato in collaborazione con il MIUR.

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