
Hippo: l’app che puntando sulla fiducia intende migliorare la qualità delle relazioni
No, non sarà una digressione alla Discovery Channel sulla migrazione o sulla riproduzione degli ippopotami.
Bensì parleremo di un applicativo made in Italy sviluppato da Performance Mind in collaborazione con Myti.
Hippo nasce da un’idea di Alessandro Baiocco, fondatore di Performance Mind, il quale aveva come obiettivo quello di creare un contesto che favorisse e promuovesse:
– collaborazione
– condivisione
– trasparenza
– inclusività
Non a caso Hippo sta per H.elp I.mprove P.ermantly P.ositive O.rganization.
Questo nome, infatti, racchiude la promessa che tale soluzione vuole fare ai propri utenti, ovvero creare ambienti positivi ad alta densità di fiducia.
Lo sviluppo del nome ha poi portato all’associazione con l’immagine dell’ippopotamo che nel simbolismo animale rappresenta la serenità emotiva e la sicurezza sul piano emozionale.
Fidarsi è bene, non fidarsi è…molto peggio
Ma perché la fiducia assume un ruolo così importante?
Soprattutto nei contesti aziendali, l’assenza di fiducia si traduce in mancanza di trasparenza, di un dibattito sano e costruttivo, di confronti in cui ci si sente liberi di esprimersi.
Inoltre, mancanza di fiducia vuol dire anche scarso impegno: il singolo individuo non in accordo con delle scelte si sentirà meno in dovere di portarle avanti ed impegnarsi nei compiti, si sentirà meno responsabilizzato e porrà poca attenzione ai risultati focalizzandosi di più sulla riuscita dei suoi obiettivi individuali.
Il segreto di Hippo è il Nudging
Dunque, come trasmettere fiducia?
Per capirlo, bisogna sottolineare un importante aspetto tecnico di Hippo: l’app sfrutta algoritmi di Intelligenza Artificiale.
Attraverso di essi, rileva i comportamenti dell’utente aiutandolo a capire a cosa prestare più attenzione, come definire al meglio le proprie aree di miglioramento e agire di conseguenza.
Entrando nello specifico, l’app, facendo riferimento alle interazioni fra gli utenti, riesce a elaborare input che si traducono in rappresentazioni grafiche della situazione del singolo utente in tempo reale.
Ogni input viene analizzato direttamente in App, garantendo un processo altamente anonimizzato delle informazioni.
Infatti, scaricando Hippo, si ha anche accesso alla dashboard, My Space Hippo, dove è possibile verificare i progressi e consultare il proprio profilo in modo più approfondito.
In questo modo, l’I.A. e l’analisi predittiva favoriscono l’applicazione dei principi del “nudging” alle interazioni quotidiane, lavorative e non.
Attraverso appunto, i cosiddetti iNudge è possibile esprimere le sensazioni relative all’interazione sulla base di 4 elementi: motivazione – credibilità – capacità – risultati
In particolare, gli iNudge, letteralmente “pungoli gentili”, rappresentano spunti, suggerimenti che possiamo donare e ricevere dai nostri contatti.
In quanto tali quindi, non hanno una valenza giudicante né sono indicatori di performance.
Il loro scopo è quello di favorire la consapevolezza di sé stessi e migliorare così i comportamenti quotidiani.
Di fatti, per ogni risposta, viene richiesta una motivazione per dare spazio alla riflessione e alla condivisione.
Nel pratico, vuol dire che alla fine di un appuntamento, una riunione, una telefonata, possiamo donare e ricevere degli iNudge ed esprimere cosa abbiamo provato durante l’interazione così come possono fare gli altri.
H-Shaped Model
L’insieme del comportamento di utilizzo e delle interazioni sulle 4 aree genera un profilo individuale sulla base di 4 cardini fattori cardine, ovvero:
– la motivazione che si riferisce a direzioni ed obiettivi che ci poniamo, e quindi a cosa spinge e motiva le nostre azioni;
– la credibilità che fa riferimento ad integrità e coerenza e nel perseguire i propri valori e convinzioni;
– la capacità e le competenze;
– i risultati, ovvero la dimostrazione tangibile di ciò che abbiamo fatto.
Le specifiche di ogni singolo profilo vanno ad alimentare un grafico a forma di H, rinominato H-Shaped Model
Tiriamo le conclusioni
Alla base di Hippo c’è un concetto rivoluzionario di Digital Humanization, un cambio di paradigma che utilizza la tecnologia come mezzo per tornare a “umanizzare” i rapporti.
Questo concetto è il fulcro su cui si basa l’intera piattaforma.
Hippo è uno strumento utile per migliorare quotidianamente la qualità delle relazioni sociali, la comunicazione e la percezione che generiamo negli altri.
A tal proposito, l’app favorisce l’auto-consapevolezza, testimonia il valore e la qualità delle proprie interazioni all’interno dei gruppi sociali.
Promuove un clima sereno e trasparente nelle relazioni e fa del miglioramento personale il suo valore fondamentale.
Si nota come in tutte le fasi della creazione è stata posta molta cura all’aspetto del feedback per evitare di cadere in valutazioni o giudizi per rimanere nello spirito di donare e ricevere delle ‘spinte gentili’, degli spunti per migliorare.
In conclusione, HIPPO rappresenta sicuramente un promettente esempio di tecnologia abilitatrice e promotrice di miglioramento.
Infatti, l’app mira ad esaltare l’incremento del capitale umano all’interno di reti sociali basandosi su un principio che ricerca e promuove la positività delle persone che agiscono in ambienti positivi.
Come a dire, la fiducia genera un ambiente di vita, e soprattutto di lavoro, più proficuo e invitante.
Questo perché permette di andare oltre gli algoritmi e portare al miglioramento di sé stimolando l’autoconsapevolezza e la crescita collettiva.
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